I No Tav irrompono alla festa del Pd di Genova: rissa, spintoni e urla contro Caselli e il governo

Mani in faccia, spintoni, urla. Sembrava di essere su un ring ma il palcoscenico era quello di un salotto politico organizzato a Genova all’interno della festa dell’Unità, messo a ferro e a fuoco dai “democratici” oppositori al progetto dell’Alta Velocità. A tarda sera, un gruppo di antagonisti ha letteralmente invaso lo spazio dibattiti ed è salito sul palco, dove il vicesindaco Bernini e l’assessore regionale alle Infrastrutture Paita stavano per iniziare il dibattito. Dopo qualche momento di tensione con la sicurezza del Pd, guardati a vista dalla polizia, il gruppo ha imbrattato con vernice rossa il cartellone della festa e hanno urlato slogan contro la Tav, il Pd e contro il procuratore di Torino Giancarlo Caselli.  Alcuni militanti del Pd sono entrati in contatto con gli antagonisti che stavano occupando il palco, ne è nato un tafferuglio e poi i due gruppi sono venuti alle mani. Gli antagonisti hanno strappato i fili della corrente elettrica del palco mentre il gruppo di militanti ha cercato di difendere lo stand dove si doveva tenere il dibattito. Il gruppo di antagonisti che ha impedito il regolare inizio di un dibattito sulle infrastrutture alla festa dell’Unità di Genova ha abbandonato l’area della festa. I militanti del Pd hanno coperto le scritte ingiuriose contro il partito e Caselli con alcune tovaglie e appeso un cartello con scritto “chi impedisce un dibattito è contro la democrazia”. Sul posto sono arrivati alcuni uomini del reparto mobile della polizia. Indignato il commento del segretario del Pd Alessandro Terrile: «Qui sono accettate tutte le opinioni ma non possiamo permettere che vengano affermate con la violenza».