FdI e Lega contro le sanzioni a Mosca: «Il governo italiano la smetta di servire interessi stranieri»

Le irresponsabili sanzioni della Ue contro Mosca, ispirate dagli Stati Uniti in difesa dei loro interessi, scontentano proprio tutti. «Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale ha presentato alla Camera una mozione contro le sanzioni decise dall’Unione Europea nei confronti della Russia, perché le conseguenze di questa scellerata decisione sono pesantissime per le nostre aziende agricole e agroalimentari e il loro indotto, già pesantemente colpiti dalla crisi economica, dalla concorrenza sleale dei prodotti provenienti da altri Paesi Ue ed extra Ue e dal fenomeno dell’italian sounding» La mozione è stata illustrata da Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. «Renzi la smetta di servire interessi stranieri e pensi per una volta al bene delle nostre aziende e della nostra Nazione», ha aggiunto. Da parte sua il capogruppo di FdI Fabio Rampelli ha detto che «Fratelli d’Italia chiede un’informativa urgente al governo sui contraccolpi che le sanzioni economiche verso la Russia avranno sulla nostra economia. Le nostre attività produttive sono in forte allarme: l’export verso la Federazione russa è stato di 11 miliardi nel 2013. Tessile, calzaturiero, abbigliamento, gioielli, enogastronomia sono i settori trainanti. L’Italia non può subire un ulteriore colpo con le sanzioni decise durante il summit della Nato da Usa e Ue. Queste scelte sono accolte dal nostro governo, con un’elemosina inaccettabile prevista dall’Ue come compensazione. Il governo italiano deve battersi per difendere gli interessi nazionali, non per tifare Ucraina o Russia», ha poi concluso Rampelli. Ma la Ue continua ciecamente per la sua strada: «Vista la situazione noi siamo a favore del fatto che si arrivi presto a una pubblicazione delle sanzioni», ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, che della Ue è la massima espressione, parlando al Bundestag. Merkel ha sottolineato che Mosca deve rispettare i 12 punti della tregua perché le sanzioni siano ritirate. Pronta la replica di Mosca,che oltre ad anunciare controsanzioni, ha fatto sapere che «le sanzioni da parte dei Paesi occidentali non incideranno sulla posizione di principio della Russia nella crisi ucraina», come ha sottolineato il consigliere diplomatico del Cremlino, Iuri Ushakov. E in Italia la contrarietà alle sanzioni comincia a essere più diffusa di quanto sembri: «Dalle parole espresse dal ministro Federica Guidi prendiamo atto che il governo Renzi non ha nessuna intenzione di sostenere i settori della nostra economia, a partire da quello tessile ed enogastronomico, fortemente colpiti dall’embargo russo», ha detto durante il question time alla Camera il deputato della Lega Nord, Stefano Allasia. «La scelta scellerata di questo governo di far aderire l’Italia alle sanzioni decretate dall’Unione europea contro la Federazione russa ha esposto il nostro Paese alle rappresaglie commerciali varate dalle autorità di Mosca. E i dati Istat ed Erostat, secondo cui l’Italia è il secondo partner commerciale della Russia in Europa e il quarto a livello mondiale, non fanno altro che confermare il danno provocato da questo esecutivo con la sua politica estera alla nostra economia», conclude. In precedenz ail ministro dello Sviluppo economico aveva sostenuto che le sanzioni alla Russia per la crisi ucraina hanno portato a una «perdita di valore per l’export italiano stimabile al massimo in 100 milioni di euro, secondo i dati storici», anziché i 15 miliardidi euro di cui aveva parlato Allasia. Persino il Pd, partito di governo, si è reso conto che qualcosa non va: «In occasione dell’Ufficio di presidenza dalla commissione Agricoltura, ho chiesto, a nome del Partito Democratico, di audire il governo circa le ripercussioni economiche sui produttori italiani di frutta estiva provocate dalle sanzioni nei confronti della Russia, anche in relazione alle misure adottate dalla Commissione Europea su sollecitazione del ministro dell’Agricoltura Martina». Lo ha reso noto Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera. «L’embargo – ha spiegato Oliverio – deciso dalla comunità internazionale nei confronti della Russia è un passo che rischia di avere conseguenze molto serie sul settore agricolo italiano, e in modo particolare per le esportazioni di frutta estiva e, probabilmente, su quelle di frutta autunnale. Abbiamo per questo chiesto al governo di calcolare quale possa essere l’impatto di tali misure. Una volta chiaro il quadro degli effetti economici, si potrà capire se esistano ulteriori misure per sostenere il settore agricolo e quindi aiutarlo a superare questo difficile momento di crisi», ha concluso Oliverio. E in serata la Commissione europea ha annunciato di aver «sospeso le misure di emergenza (introdotte dopo l’embargo russo) per frutta e verdura deperibile e ora sta cercando di progettare un sistema più mirato, a causa di un aumento sproporzionato di richieste per alcuni prodotti».