#Everest014, gli azzurrini lanciano provocazioni ai big del partito e sognano un centrodestra unito

Un caos euforico accoglie chi arriva all’Hotel Riva del Sole a Giovinazzo, la splendida location in riva al mare che i giovani di Forza Italia hanno scelto per la ripartenza politica. #Everest 014, il campo estivo nazionale dove si sta svolgendo l’ incontro e il confronto tra classe dirigente e nuove generazioni sta accogliendo oltre 500 giovani “azzurrini”, alcuni sono già arrivati e si stanno accreditando, altri sono in arrivo. «Finalmente una botta di ottimismo, di euforia», si sente ripetere in giro. Già, la ripartenza del centrodestra parte anche da qui, Benvenuti al Sud si legge all’entrata. I parlamentari e gli  amministratori locali pugliesi fanno gli onori di casa, da Francesco Amoruso ad antonio di Staso, da Luigi D’Ambrosio Lettieri Tommaso De Palma. La linea dell’orizzonte non è solo quella che si delinea sul mare, ma anche quella politica segnata dalle Regionali pugliesi e da una stagione politica complessa dove il centrodestra è chiamato a riproporsi rinnovando. È una nuova occasione di impegno per gli appassionati di politica, commenta il vicecoordinatore provinciale  Domenico Damascelli. «Ma sarà anche un’opportunità per coinvolgere, ed aggregare anche chi sino ad ora non ha ancora svolto un’esperienza, ma potrebbe iniziare un nuovo percorso e maturare il desiderio di dedicarsi al più nobile impegno civico». Tanti i tavoli di discussione che si aprono: politica, università, cultura, economia. La tre giorni azzurra, che si svolge sotto l’egida di Giovane Italia e della Fondazione Italia Protagonista, si è accesa durante il dibattito con Giovanni Toti, atteso e messo “sotto torchio” dai giovani azzurri: più opposizione, e, soprattutto, come conciliare un’opposizione vera al governo Renzi con il “patto del Nazzareno”, visto da loro come un “freno”? Alla provocazione Toti non si è sottratto, a dimostrazione che una sana dose di irriverenza non può far che bene al centrodestra. Le giovani leve di FI non transigono – dicono –  sui temi etici, lo scandalo delle adozioni gay, sull’emergenza immigrazione. Volevamo -dicono- assumere iniziative forti, ma ci siamo in qualche modo sentiti frenati dal patto di ferro con Renzi. La provocazione sortisce un chiarimento: l’opposizione su questi temi c’è eccome, incoraggia il consigliere politico di Berlusconi. «Noi difendiamo le nostre idee e difendere la famiglia non ha nulla a che vedere con il patto del Nazzareno nato per le riforme istituzionale». Le idee non si discutono, dice insomma, Toti e ben venga un’opposizione più incalzante, ma il tavolo delle riforme non d’intralcio a tutto ciò.

I ragazzi non transigono, poi, sull’unità del partito e chiedono rassicurazioni, convinti che un grande centrodestra non possa non passare dall’unità di Fi. «Io penso – ha risposto – che ci sarà un tavolo a livello nazionale per discutere con Ncd, con la Lega e Fratelli d’Italia e spero che nessuno si sottragga a quello che ritengo sia un dovere nei confronti dei nostri elettori: i nostri di Fi, ma anche degli altri. Se il centrodestra vuole vincere queste prossime elezioni regionali nel maggior numero di regioni deve stare insieme». Momenti effervescenti anche durante il dibattito sull’Europa con Tajani e con Capezzone, Rotondi e Bernini sulla crisi economica. La voglia di ripartire c’è e i giovani sembrano carichi. In fondo l’Everest non è così alto se ci sono volontà e passione.