Esplode il caso De Falco: trasferito perché “disertò” le celebrazioni pubbliche?

“Premesso che i militari devono obbedire agli ordini dei superiori e che i trasferimenti fanno parte della normale vita di chi svolge questo tipo di attività, sorprende la decisione di trasferire a incarichi amministrativi il capitano Gregorio De Falco. In proposito ho presentato un’interrogazione parlamentare per avere spiegazioni dal ministro competente”. Lo afferma Maurizio Gasparri (FI), vicepresidente del Senato. “Con la sua determinazione de Falco fu protagonista la notte della tragedia della Costa Concordia gestendo a distanza una vicenda nota a tutti. Il capitano è assurto in alcuni momenti a simbolo di un corretto comportamento contrapposto a quello del comandante Schettino, tuttora oggetto di un giudizio penale. Mi auguro che i vertici della Difesa valutino questa vicenda perché, pur nel rispetto delle regole, degli avvicendamenti e dei trasferimenti, credo che chi si è comportato con grande fermezza come De Falco meriti ascolto. Non fa piacere, come già tanti hanno osservato, vedere Schettino eretto a semidocente e De Falco invece retrocesso in seconda fila”, conclude il senatore azzurro.
“Le interrogazioni parlamentari che mi sostengono sono per me inaspettate ma vanno nella giusta direzione di fare chiarezza su questa vicenda”. Commenta così il comandante Gregorio De Falco le polemiche suscitate dal suo trasferimento da ruoli operativi ad altri amministrativi e che ha innescato anche la reazione di alcuni politici. “Quello che mi è capitato mi amareggia ed è l’ultimo tassello di un percorso che parte da lontano – aggiunge De Falco – e che riguarda tutta la sezione operativa che dopo la notte della Concordia è stata tenuta costantemente ai margini di qualunque ricorrenza o celebrazione”. De Falco non lo dice esplicitamente, perché “nella mia posizione non servono le deduzioni o dubbi, ma fatti e certezze”, ma il riferimento potrebbe essere alle sue “assenze” in celebrazioni pubbliche come la consegna della medaglia d’oro al Giglio o alle manovre di rimozione del relitto. “In questo momento difficile – conclude – sto valutando tutto. Compreso abbandonare le stellette anche se per me sarebbe un fallimento di vita. Nonostante tutto sono pronto a valutare anche la possibilità di lasciare tutto e andarmene. Del resto, a 50 anni non capisco perché si toglie un ufficiale con la mia esperienza dai ruoli operativi per destinarlo a un altro incarico. Era così necessario per una figura come la mia un ulteriore iter formativo?”.