Ebola, in Liberia si continua a morire. Washington stanzia nuovi fondi

Sale l’allarme pe rla diffusione e il controllo del virus ebola. «Dal momento della diffusione del virus ebola in Liberia, 160 operatori sanitari hanno contratto il virus, e 80 sono morti»: lo ha detto il responsabile della missione Unmil e rappresentante speciale del segretario generale dell’Onu, Karin Landgren, nel corso di una riunione del Consiglio di Sicurezza al Palazzo di Vetro. Intanto è arrivato all’Emory hospital di Atlanta il quarto americano, lavoratore della sanità, colpito dal virus in Africa. Secondo i media locali, il paziente – la cui identità non è stata ancora rivelata – è stato trasportato in aereo e poi in ambulanza scortata dalle forze dell’ordine. Il malato verrà così trattato nello stesso ospedale dove i due missionari Kent Brantly e Nancy Writebol sono stati curati. Secondo i media USa, potrebbe trattarsi di un medico infettatosi ad un centro di trattamenti per l’ebola del Sierra Leone. Si è appreo che, come preannunciato, gli Stati Uniti hanno sbloccato 10 milioni di dollari aggiuntivi per aiutare i Paesi africani alle prese con l’emergenza ebola. Il totale dei fondi stanziati dagli Usa sale così a 100 milioni di dollari. I nuovi fondi stanziati dagli Stati Uniti verranno utilizzati per ulteriore personale medico, clinico ed infermieristico dell’Unione Africana da mobilitare contro l’emergenza. Nello specifico, gli aiuti verranno dall’Agenzia Usa per lo sviluppo internazionale (Usaid) e dal dipartimento di Stato e saranno indirizzati al trasporto di circa 100 lavoratori della sanità in Liberia, Guinea, Sierra Leone. Questi – spiega una nota di Usaid – includeranno 25 medici, 45 infermieri, e altro personale essenziale nelle unità di trattamento di pazienti colpiti dalla febbre emorragica. «Gli Usa sono impegnati a sostenere la risposta dell’Unione africana alle necessità urgenti dell’africa Occidentale causate da questa malattia insidiosa – ha detto il direttore di Usaid Rajiv Shah – ma possiamo fermare questa epidemia e ci riusciremo con uno sforzo globale coordinato». Usaid intanto sta anche provvedendo risorse per 1.000 letti da ospedale, 130.000 equipaggiamenti protettivi e 50.000 kit disinfettanti. Pochi giorni fa si è appreso che la riunione dell’Oms su ebola ha identificato “due promettenti” candidati vaccini. Se risulteranno sicuri potrebbero essere disponibili in novembre ed essere usati in modo prioritario presso il personale sanitario e medico. Lo ha affermato la direttrice generale aggiunta dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Marie Paule Kieny in una conferenza stampa al termine di una riunione di oltre 200 esperti a Ginevra.