Draghi taglia ancora il costo del denaro che raggiunge il minimo storico

Previsioni azzeccate: Mario Draghi ha deciso di tagliare di 10 punti base tutti i tassi, da quello di rifinanziamento principale a quello sui depositi. Il costo del denaro, nel parametro principale, è sceso così al nuovo minimo storico dello 0,05%. Si è ampliato il passaggio in terreno negativo per il tasso sui depositi, che è sceso dal -0,1 al -0,2%. Ciò significa che alle banche costa di più tenere bloccati i soldi all’Eurotower e la speranza di Draghi è che questi vengano ora messi in circolo. Tagliare il tasso di rifinanziamento principale a nuovi minimi, invece, risponde all’obiettivo di far scendere il valore della moneta unica nei confronti del dollaro e non a caso la risposta dei mercati è stata subito in questa direzione, con l’euro che ha perso valore, mentre i listini si sono rafforzati. Lo spread Btp/Bund è andato in picchiata dopo il taglio della Bce sui tassi di riferimento, scendendo a 141 punti, mentre il rendimento era di 2,33%. Il nuovo record ha portato il decennale italiano sotto i livelli del T-Bond americano che, anche per effetto del deprezzamento dell’euro, ora paga un rendimento di 2,41% con uno spread di 149 punti.
L’inflazione nell’Unione Europea è sempre più piatta verso lo zero e la ripresa economica ancora non c’è. Da più parti quindi è stato sollecitato un intervento deciso dell’Eurotower e lo stesso governatore della Bce nelle ultime uscite pubbliche ha chiesto di fare di più sulla flessibilità per i Paesi che devono fare le riforme, oltre a confermare la sua disponibilità all’intervento. Le aspettative degli economisti di Bloomberg erano per lasciare il costo del denaro ai livelli precedenti, anche se sei esperti (su 57) si aspettavano un taglio del tasso di rifinanziamento principale allo 0,05%. Prima dell’Eurotower, sia dal Giappone che dall’Inghilterra era arrivata una scelta di continuità.