Csm, Legnini vicepresidente. Dal Pd l’ennesimo pasticcio: bocciata la sua “eletta”, non ha i titoli

Ineleggibile: così il plenum del Csm, nella sua prima riunione presieduta dal capo dello Stato, ha dichiarato Teresa Bene, che il Parlamento in seduta comune aveva indicato tra i componenti laici di Palazzo dei marescialli in quota Pd. Ora le Camere dovranno provvedere alla sua sostituzione. Un pasticcio tipico del Pd, ma davvero ai limiti del surreale. La decisione è stata presa all’unanimità su proposta della Commissione verifica titoli, che ha ritenuto che Bene non avesse 15 anni di esercizio della professione forense, richiesti dall’articolo 104 della Costituzione per l’elezione a membro laico in alternativa al titolo di professore ordinario in materie giuridiche. “Decisione infondata e strumentale, i miei diritti di interlocuzione sono stati platealmente violati”, commenta la “laica” del Pd «Spiace che tutto questo avvenga ad opera di un organo di rilevanza costituzionale», ha detto la Bene, prima di lasciare l’aula.

Scontata, invece, l’elezione a vice presidente di Giovanni Legnini da parte del plenum del Csm, avvenuta a larga maggioranza con 20 voti a favore. «La funzione della magistratura è e dovrà essere sempre autonoma, indipendente e imparziale», è uno dei passaggi dell’intervento del nuovo vice presidente del Csm. Sottosegretario all’Economia nel governo Renzi, componente anche dell’esecutivo Letta, dove è stato alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, il nuovo vice presidente del Csm Giovanni Legnini, ha cominciato a far politica a 17 anni. Sposato, 55 anni, con due figli, avvocato cassazionista specializzato in diritto delle imprese e della Pubblica amministrazione, la sua prima esperienza istituzionale è stata quella di sindaco a Roccamontepiano, dove è nato: ha ricoperto questo incarico dal 1990 al 2002. Eletto senatore con i Ds dal 2004, è stato componente della Commissione Bilancio e della Giunta delle elezioni e delle immunità e del Comitato parlamentare per i procedimenti d’accusa. Consigliere comunale e poi presidente del Consiglio del municipio di Chieti, in Parlamento Legnini è stato relatore di numerose leggi, tra cui leggi finanziarie e provvedimenti in materia economica e giustizia. Il 10 settembre è stato eletto come primo componente laico del Csm con 524 voti.