Csm e Consulta, nuova fumata nera. Grillo contro tutti

Nuova fumata nera da parte del Parlamento riunito in seduta comune per eleggere due dei giudici costituzionali del Csm e i membri laici della Consulta. Per la tredicesima volta nessun candidato ha raggiunto il quorum richiesto dei 3/5 dei componenti dell’Assemblea. Per la Consulta sono risultati 154 schede bianche, 42 nulle e 45 voti dispersi: non ce la fanno Luciano Violante “fermo” a 542 voti né l’azzurro Donato Bruno con 527. Si mostra ottimista Forza Italia i cui esponenti minimizzano i ritardi che invece destano preoccupazione sul Colle. Non è la prima volta che il Parlamento, anche sull’elezione dei giudici della Consulta, ha avuto dei ritardi dovuti alla fisiologia patologica del voto segreto. Noi andiamo avanti con candidati affidabili e autorevoli. Ci vuole un po’ di pazienza», ha detto l’azzurro Francesco Paolo Sisto, che sulle possibili modifiche alla legge elettorale, emerse nell’incontro tra Berlusconi e Renzi, è convinto che l’importante «è chiarire che, senza la riforma del Senato, la nuova legge elettorale è inapplicabile, poiché è valida solo per la Camera. Nessuna fretta, quindi. Se c’è un sentimento parlamentare orientato ad alcune modifiche è giusto che se ne discuta. L’importante è non snaturare l’impianto dell’Italicum». Il capogruppo dem alla Camera, Roberto Speranza, ha confermato che lo schema dei nomi resta immutato («andiamo avanti con questi due candidati: Luciano Violante e Donato Bruno»). I Cinquestelle però «questi non li vota». «O ci sono candidati all’altezza delle Istituzioni, o il M5S non si sporcherà le mani – si legge nel blog di Beppe Grillo – Se poi i nomi fanno parte del Patto del Nazareno, la rogna se la grattino Renzie (insieme ai parlamentari che gli hanno voltato le spalle) e Berlusconi (che in FI conta ormai come il due di picche a briscola) ed eventualmente Napolitano. Noi in questa combine non entriamo». Durissimo con il capo dello Stato il post del grillino Alessandro Di Battista che sul suo profilo Facebook scrive “Presidente Napolitano, con il massimo rispetto, ma come si permette di interferire in questo modo sulle scelte del Parlamento? Non si vergogna nemmeno un istante?”. Al vetriolo il commento del presidente della Corte Costituzionale, Giuseppe Tesauro: «Un’istituzione come la Corte Costituzionale penso meriti ben altro trattamento. È uno spettacolo che non meritano anche i cittadini italiani».