Corcolle si ribella, sabato e domenica residenti in piazza: «Basta immigrati, le istituzioni ci ascoltino»

La rabbia di Corcolle contro le violenze e l’invasione degli immigrati non si placa: sabato e domenica tutti i cittadini scenderanno in piazza per protestare contro la latitanza di Marino e Zingaretti. «Corcolle si ribella», hanno detto i cittadini della periferia più dimenticata di Roma dopo l’aggressione alle due autiste dell’Atac e il successivo assalto dei residenti a tre immigrati.  I residenti per dare più forza alla loro voce hanno annunciato proteste  proprio nel weekend della festa patronale  di San Michele Arcangelo per dire «no all’invasione di stranieri», ma anche per chiarire che « i corcollesi non sono razzisti». C’è solo tanta rabbia e paura. La terra di nessuno ospita 24 centri di accoglienza, esattamente la metà dei 48 dislocati in tutta la Capitale. Tradotto in numeri significa che duemila immigrati sono ospitati nel territorio del VI Municipio. Un numero enorme se si considera che il quartiere è abitato da ottomila persone e ad oggi non ha neanche una caserma, quelle più vicine si trovano a Tor Bella Monaca e a Frascati e San Vittorino. Uno stato di abbandono che i corcollesi non intendono più subire: per questo motivo hanno già raccolto oltre mille firme per mandare via gli immigrati e hanno creato un presidio permanente  contro l’arrivo di nuovi extracomunitari, anche se ci tengono ad affermare che loro non sono razzisti e che la convivenza con gli extracomunitari non è mai stata un problema.

È l’assenza di Marino e Zingaretti che criticano aspramente. Corcolle è il posto dove sono sempre e solo gli abitanti a intervenire per riparare ciò che si rompe, «perché qui le istituzioni non ci sono proprio», ha detto Danilo Proietti, 24 anni e già presidente del Comitato di quartiere, con tanti progetti per la sua zona. «Dopo le 20 qui chiude tutto – ha spiegato – ed è per questo che ci diamo da fare, tra rassegne teatrali, mercato contadino, visite archeologiche. Il riscatto passa attraverso politiche sociali e cultura. Ci tengo a dire che la rabbia, anche se non giustifico in nessun caso la violenza, non nasce da nulla». Danilo ha raccontato anche che col suo comitato era andato a trovare gli immigrati del centro di accoglienza per «dare loro il benvenuto e coinvolgerli nelle nostre attività. Ma non c’è stato il tempo». Dalle indagini sta emergendo anche l’ipotesi che alcuni autisti salterebbero le fermate impedendo così agli immigrati di salire sui bus, costringendoli a camminare per chilometri per tornare nei loro alloggi. Un fatto che per alcuni può giustificare l’aggressione alle due autiste. Ma questo dato la dice lunga sullo stato insicurezza che vige nel quartiere.