Cgil, Cisl, Uil: nulla di fatto dopo 3 ore di colloquio. Neanche la critica al Jobs Act li ricompatta

«Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di proseguire il confronto per l’elaborazione di una piattafroma  unitaria»: è in questa stringata frase l’unico risultato dell’incontro, durato più di tre ore, tra i massimi rappresentanti di quella che una volta si chiamava la «Triplice».

Dopo lunga discussione i sindacati hanno deciso di… continuare la discussione. La querelle sull’articolo 18 non è riuscita ricompattare Camusso, Bonanni e Angeletti. È qualcosa di più dalla divaricazione avvenuta qualche giorno fa sull’ipotesi di sciopero generale, avazata dalla leader della Cgil e bocciata dal segretario della Cisl. Ma, per il resto, non c’è accordo tra i sindacati sulla posizione da tenere riguardo all’offensiva renziana sul Jobs Act. Non fosse stata che per la ruvidezza del premier nel respingere le critiche sindacali al suo progetto di riforma del mercato del lavoro, non ci sarebbe neanche stato, come indubbiamente c’è stata, quel comune fuoco di reazione contro palazzo Chigi che ha dato una parvenza di unità. Ma, nella sostanza, la decisione sul che fare insieme resta ancora lontana. È la stessa Camusso a farlo chiaramente intendere laddove osserva che quella  tra Cgil, Cisl e Uil «è stata una discussione più di valutazioni e proposte che di mobilitazioni». Su questo fronte – spiega – «ognuno ha deciso le sue forme e le manteniamo». «Continueremo a discutere anche nell’attesa di capire cosa vuol fare il governo». La Cgil ha confermato la manifestazione del 25 ottobre. Ma la farà in solitudine e servirà solo a sancire la pace ritrovata tra la Camusso e Landini. Oltre, naturalmente, a fornire una passerella ai dissidenti antirenziani del Pd. Ma qui finisce il sindacalismo e comincia la politica.