Centrodestra unito alle regionali? Matteoli: certo non ci impiccheremo sulle primarie

Non sarà una passeggiata ma lo start è dato. La commissione azzurra per trattare alleanze e candidature nel centrodestra entra nel vivo dei lavori: dopo la prima esplorazione con il Nuovo Centrodestra la prossima settimana sarà la volta di Lega e Fratelli d’Italia. L’obiettivo è ambizioso e il tempo è poco: riuscire a raggruppare il cartello della vecchia coalizione (Pdl e Carroccio) in vista non solo delle regionali d’autunno in Calabria e Puglia ma anche delle prossime elezioni della primavera. «Affrontiamo il cammino con spirito di collaborazione e di rispetto per le scelte fatte dagli altri, siamo convinti che gli elementi di sintesi siano maggiori di quelli che ci hanno diviso finora», ha spiegato Altero Matteoli nella sede di Forza Italia davanti ai giornalisti. «Vogliamo stringere accordo con loro, Nuovo Centrodestra, Lega, Fratelli d’Italia, vogliamo lavorare con loro», ha scandito insieme agli altri componenti della commissione voluta da Berlusconi (Brunetta, Romani, Toti) sottolineando che l’obiettivo va oltre il dato locale e che gli accordi prevederanno un’intesa politico-programmatica sui temi salienti dell’agenda. A partire da quelli economici sui quali – ha detto Brunetta – c’è un idem sentire con gli ex alleati. «Abbiamo molto apprezzato l’intervento del ministro Alfano in materia di sicurezza di fronte alle minacce del terrorismo religioso», ha detto l’ex ministro passando in rassegna i temi che vedono il Nuovo Centrodestra e i partiti oggi all’opposizione sulla stessa lunghezza d’onda, dalla riforma del mercato del lavoro alla giustizia, al fisco, alla politica estera. Non saranno accordi a macchia di leopardo, però, o si va insieme su tutto il territorio o non se ne fa niente: parola d’ordine “evitare la balcanizzazione del centrodestra” malgrado le difficoltà che esistono. «Faremo un lavoro accurato e attento – ha voluto sottolineare Romani – perché il consenso si costruisce con le preferenze e con le realtà del territorio che non sono uguali a quelle nazionali». Per quanto un test importante, le regionali oggi rappresentano un laboratorio politico per riannodare i fili del centrodestra, «per Forza Italia – ha aggiunto Toti – sono lo strumento per un percorso che deve andare oltre la scadenza elettorale come dimostra il profilo della commissione che Berlusconi ha voluto istituire». Insomma – dice il consigliere politico del Cavaliere – sono la premessa per ricostruire l’alleanza di centrodestra. Un percorso che inizia oggi: i nostri ex alleati sono ora su posizioni diverse ma noi crediamo, come Forza Italia, di avere il dovere, in quanto primo partito del centrodestra, di tentare di trovare una sintesi fra i vari partiti. Le posizioni non sono così distanti». Se oggi è difficile immaginare Salvini alleato con Alfano è utile ricordare che per vent’anni Forza Italia (insieme ad An) ha governato con la Lega secessionista di Bossi perché un conto sono le parole forti della propaganda un altro è governare. Tra i nodi da affrontare anche quello delle primarie e dei metodi di selezione dei candidati. «Personalmente sono contrario – ha detto Matteoli – ma non ci impiccheremo sulle primarie. Non sono un dogma, né in positivo né in negativo. Faremo le trattative con gli alleati per individuare i candidati e se solo ce ne fosse la necessità potremmo fare le primarie».