Centrodestra, prove tecniche di coalizione. Inizia il dialogo, le primarie potrebbero sciogliere i nodi

«Possiamo dire che, come domenica a Bologna i leader socialisti Ue hanno siglato un “patto del tortellino”, ora Forza Italia, Lega e Ncd abbiano siglato un patto a Frascati?». È questa la domanda che, nel corso della tavola rotonda della Summer School Magna Carta, a Frascati, viene posta dalla platea ai relatori, Toti, Maroni, Quagliariello e D’Alia. Il primo a rispondere è Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia. «Stando qui, vuol dire che sarà il “patto della fraschetta”, scherza Toti, che poi si fa serio: «È un cammino, diciamo che è un mezzo “patto della fraschetta”». Prudente il governatore lombardo Roberto Maroni. «La posizione ufficiale della Lega è che sull’immigrazione è impossibile fare accordi, non c’è nessun patto. Restano criticità tra Lega e Ncd. Non lo nego, è un problema serio. Riusciremo a superarlo prima delle elezioni in Emilia-Romagna e Calabria? Non lo so, ma proviamo ad affrontarlo. Il problema si può risolvere con uno sforzo comune, non facilmente, ma si può. Io do la mia disponibilità a collaborare con il centrodestra per estendere modello Lombardia a elezioni regionali e politiche». E ancora: «La strada per superare le difficoltà è quella delle primarie. Berlusconi ha una leadership, è l’unico che a quei livello sa essere leader di un partito e a capo di un governo. Ma Berlusconi non è lì per sempre, nonostante creda il contrario. Ci vuole coraggio, qualcuno gli dica di fare le primarie non per il capo di coalizione ma per chi contenderà a Renzi la leadership per le prossime politiche. Se partono le primarie adesso le questioni si appianano». Una posizione, questa, più volte ribadita da Fratelli d’Italia. Chiude il coordinatore Ncd Gaetano Quagliariello: «Abbiamo deciso che qui non ci sono nemici, ci sono forze che ritengono che un vecchio centrodestra non c’è più e che occorre costruire qualcos’altro. Ciò, secondo me, al momento è molto più facile in ambito locale che in ambito nazionale». Scende in campo anche Barbara Saltamartini, portavoce nazionale Ncd: «Le parole costruttive di Maroni possono rappresentare uno spartiacque per il futuro del centrodestra, e su questa base intendiamo ragionare. Nei fatti Maroni segna una marcata differenza da quanto sempre affermato dal segretario della Lega Salvini, orientato più agli attacchi personali nei confronti del nostro leader Alfano che a costruire un ragionamento sui contenuti».