Centrodestra e Regionali: appuntamento ad Atreju

Solo un piccolo sasso lanciato nello stagno. È molto presto per dire se l’ex Pdl e la Lega riusciranno a federarsi in un cartello elettorale per le regionali di autunno e le amministrative di primavera. L’incontro tra Altero Matteoli, plenipotenziario berlusconiano incaricato di sondare il terreno con gli ex alleati, e l’alfaniano Gaetano Quagliariello non è andato oltre un cordiale caffè. Il ritorno sulla  scena di Berlusconi in veste di vecchio saggio e consulente per i rapporti con Mosca potrebbe facilitare la mission, ma le distanze con il ministro dell’Interno restano profonde, acuite dagli scontri interni a Forza Italia e al Nuovo centrodestra. Il Cavaliere è uomo di mondo ma difficilmente potrà passare sopra agli affronti subìti dal suo ex delfino, ultimo dei quali il niet estivo di Alfano alla lettera aperta vergata di suo pugno per fare pace. Angelino non è al timone di un partito unito, al suo interno convivono la componente guidata da Lupi, con Nunzia De Girolamo e Barbara Saltamartini, che spinge per il riavvicinamento a Forza Italia, e quella di Cicchitto e Lorenzin decisi a restare “indipendenti”. Intanto sul fronte delle alleanze (e quindi delle candidature) elettorali il Cavaliere (costretto ad Arcore per il riacutizzarsi dell’infiammazione all’occhio che lo aveva colpito un anno fa) ha posto i primi paletti: alternativa chiara alla sinistra di governo, niente accordi a macchia di leopardo (quindi stessa coalizione dal Nord al Sud) e sinergia con la cosiddetta Costituente popolare con la quale gli azzurri apriranno un tavolo la prossima settimana. La strada è tutta in salita perché due ex alleati di peso come la Lega e Fratelli d’Italia pongono le primarie come condizione per valutare programmi e candidature, argomento tabù per Berlusconi. E, soprattutto, né Salvini né la Meloni smaniano per stringere la mano ad Alfano saldamente al governo con Renzi. Lo si capisce dalle parole pesanti del leader del Carroccio contro il Nuovo centrodestra «tappenizzato» a Renzi. Salvini parla di autunno verde (è pronto a sbarcare al Sud ben sapendo che, per quanti sforzi abbia fatto in campagna elettorale, lo zoccolo duro dell’elettorato resta confinato al Nord) e non intende fare sconti a chi obbedisce come un soldatino all’ex rottamatore. «Il Nuovo centrodestra – taglia corto Salvini – non è né nuovo né centrodestra, un conto è a livello locale un altro a livello nazionale, dove è organico a Renzi; da FI invece aspettiamo di capire che intenzioni abbia». Nessun incontro ancora calendarizzato al tavolo delle regionali, fanno sapere dalla sede di Fratelli d’Italia. Ricostruire il nuovo centrodestra? Su quali basi? Con quali metodi? In quale direzione? Se ne può parlare, fa capire Giorgia Meloni. L’appuntamento c’è già: la tavola rotonda del 17 settembre che inaugura Atreju 2014 con Salvini, Quagliariello e Toti.