Cancellata la trasmissione Rai che denunciava gli errori giudiziari. «Dava fastidio», accusa Forza Italia

«Risulta del tutto immotivata l’improvvisa cancellazione dal palinsesto di Raidue del programma di cronaca “Presunto colpevole”». La denuncia arriva da “Il Mattinale”, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati. «La trasmissione, unica nel suo genere, è andata in onda negli ultimi due anni in seconda serata – scrive “Il Mattinale” -, occupandosi di cronaca, in particolare di delicati casi di malagiustizia e proponendo in ogni puntata tre storie, ricostruite attraverso le testimonianze dei protagonisti, dei loro parenti e avvocati, di errori giudiziari a carico di altrettanti cittadini. A fronte di costi di produzione irrisori, “Presunto colpevole” ha fatto registrare ascolti interessanti». La trasmissione ha raccontato casi ignoti ai più: come quello di Giovanni Terzi, assessore nel Comune di Bresso, arrestato nel 1998 con l’accusa di aver preso tangenti. Giovanni ha passato tre mesi in carcere. Quando è uscito, la sua battaglia era appena cominciata. Una battaglia durata otto anni, fino all’assoluzione in Cassazione. La vicenda è anche la storia del padre, il giornalista Antonio Terzi, che non è riuscito a vedere assolto il figlio. L’uomo infatti ha sofferto molto per questa brutta storia e si è ammalato gravemente. Giovanni Terzi è morto nel 2001. Suo figlio Giovanni sarebbe stato assolto soltanto 5 anni dopo, nel 2006. Storie che chiamano pesantemente in causa l’operato di alcuni magistrati, come quella che riguarda Carmine Forcella. Un maresciallo dei carabinieri che combatteva la criminalità organizzata. Ma la sua vita è stata distrutta da un pentito e da chi non ha letto attentamente le carte in cui il suo nome neanche compariva. Ci ha messo 14 anni per dimostrare la sua innocenza. Storie che per due stagioni, in orari da vampiri (23,40) hanno riscosso un buono risultato di ascolti. Un programma scritto da Sergio Bertolini, Paola Bulbarelli, Giuseppe Ciulla, Andrea Ruggieri per la regia di Daniela Vismara che mancava nel palinsesto della tv italiana, cancellato inspiegabilmente. «In un periodo – osserva ancora Il Mattinale – di grandi discussioni sul tema della giustizia che trova ben poco spazio in altre tipologie di programmi, dare voce a cittadini vittime della cattiva giustizia significa interpretare al meglio la mission di servizio pubblico che deve sempre essere peculiarità della Rai». Una mission che dalle parti di viale Mazzini pare abbiano dimenticato.