Brucia la periferia di Roma, Marino pensa ai gappisti Capponi e Bentivegna. Il centrodestra pronto a scendere in piazza

Corcolle, periferia est di Roma, potrebbe bruciare come le banlieue parigine. Là è una polveriera dove tutti continuano a ripetere: “Qui ci scappa il morto”. Colpa del buonismo, certo. Ma anche della mancanza di senso pratico: nei primi anni Novanta solo l’allora Msi, per bocca del compianto Teodoro Buontempo (che delle periferie era esperto) predicava di non concentrare rom e immigrati nelle zone già disagiate della Capitale per evitare “guerre tra poveri”. Inascolata, la destra per troppi anni a Roma è stata considerata l’opposizione del no, magari con venature razziste. Ed ecco che adesso abbiamo il caso Corcolle, dove persino il minisindaco Pd è costretto a prendere atto che il quartiere ospita il 50% degli immigrati di tutta Roma e che così non si può andare avanti. Anche perché i residenti hanno voglia di fare i giustizieri e dove saltano le regole la giustizia fai-da-te è l’unica soluzione. Così la rappresaglia – aggressione a tre immigrati che scendevano da un bus – non si è fatta attendere. Ma non ci sono solo gli immigrati: nella zona insiste anche il campo nomadi di via Salone, dove i rom hanno dato vita a una discarica abusiva per la quale nessuno muove un dito. La convivenza è difficile ed è un problema antico: residenti derubati e aggrediti, un mercatino abusivo con oggetti presi dai cassonetti che deturpa la zona, roghi sospettati di essere tossici. Dinanzi a questo degrado gli abitanti non hanno tempo e voglia di misurarsi con il politicamente corretto. Rivendicano i loro diritti, e fanno bene.

Il sindaco Marino pensa ai restauri (la Barcaccia a piazza di Spagnatornata come nuova, l’annuncio che anche la scalinata di Trinità dei Monti sarà oggetto di interventi di restauro) e le periferie restano abbandonate. Marino ammonisce i romani: tenete a freno l’intolleranza. Ma non esprime alcuna solidarietà ai residenti vittime di una situazione insopportabile. Nella giornata trova il tempo però di stilare un aulico comunicato per la cerimonia di dispersione nel Tevere delle ceneri di Rosario Bentivegna e Carla Capponi (i due volevano essere seppelliti nel cimitero acattolico di Testaccio  ma accanto a Byron e Keats non li hanno voluti). E dinanzi a tanta indifferenza il centrodestra prepara la sua controffensiva. L’idea l’ha lanciata Alfio Marchini, candidato sindaco con una sua lista alle comunali del 2013: una grande manifestazione per riportare i romani in piazza e per chiedere che Marino faccia le valigie. Una marcia fin sotto il Campidoglio per “lanciare il guanto di sfida” a un primo cittadino insensibile al tema della sicurezza.