Boom di “canne” ed ecstasy, ma il dipartimento anti-droga è senza un capo. Renzi s’è scordato di nominarlo

La cannabis spopola sempre più tra i ragazzi e i consumi aumentano di anno in anno: nel 2014 quasi uno su quattro ha fumato marijuana almeno una volta, in aumento di due punti percentuali rispetto all’anno precedente. È il dato più eclatante, insieme alla crescita delle persone in cura per gioco d’azzardo patologico, che emerge dalla Relazione sulle tossicodipendenze 2014 del Dipartimento politiche antidroga, appena ricevuta dal Parlamento. Un rapporto atteso da tempo – la legge pone la scadenza del 30 giugno di ogni anno per l’invio alle Camere – e arrivato in ritardo a causa dei cambiamenti intervenuti ai vertici del Dipartimento dopo il cambio di Governo. Il premier Matteo Renzi ha avocato a sé le competenze in materia di droga, non ha confermato alla guida del Dpa Giovanni Serpelloni – che ricopriva quella carica dal 2008 e che è tornato al suo precedente lavoro di medico a Verona – e la struttura antidroga è rimasta senza un capo. Nel luglio scorso, al Dpa è stato nominato un direttore generale, Patrizia De Rose, ed è attualmente in atto una riorganizzazione di tutta la struttura. Il primo atto pubblico del Dpa dell’era Renzi, dunque, è la Relazione al Parlamento arrivata in queste ore alle Camere, che si basa ovviamente in gran parte sul lavoro già cominciato da Serpelloni. Ed è anche per questo, si presume, che alla Relazione manca una “firma” politica e che i dati sono incompleti e frammentari. Manca, ad esempio, un aggiornamento sui consumi della popolazione adulta nel 2013 – sono riportati solo quelli del 2012, già contenuti nel rapporto precedente. Sono invece aggiornati i dati sui consumi degli studenti, relativi a uno studio condotto nel 2014 su un campione di 31.661 ragazzi tra 15 e 19 anni: ha consumato cannabis una o più volte negli ultimi 12 mesi il 23,46%, due punti in più rispetto al 2013 (21,56%). Diminuisce invece il consumo di cocaina (dal 2,05% all’1,58%); sostanzialmente stabili eroina (dallo 0,36% allo 0,21%), stimolanti (amfetamine o ecstasy) fermi a 1,36% e allucinogeni (2,03% contro 2,13%). Il 21% dei ragazzi ha consumato più sostanze. Ma Renzi, dopo aver fatto il bingo di nomine in Eni, Enel e Poste, s’è scordato la poltrona meno ambita, quella dell’antidroga…