Bill Gates, filantropo per convenienza, all’attacco di Ebola

Quando la lotta si fa dura i duri cominciano a giocare. Sarà certo per questo motivo che il prode multimiliardario Bill Gates è sceso in campo contro Ebola. Il filantropo per convenienza e necessità, cofondatore di Microsoft, accusato a più riprese di fare affari con chi inquina il pianeta e con quanti lo depredano delle sue risorse ha infatti annunciato che la Fondazione guidata assieme alla moglie Melinda stanzierà 50 milioni di dollari per aiutare i Paesi dell’Africa occidentale alle prese con la terribile epidemia. Teorico della cosiddetta «filantropia catalitica» cioè della capacità di investire in Africa contro malattie e povertà per ottenerne poi un indotto economico elevato, Gates ha fiutato ancora una volta l’affare. Che è poi il cuore della sua filosofia di vita. Ebola è un problema e uno spauracchio per tutto l’Occidente: perché quindi non intervenire per mutarlo in una opportunità? Detto fatto. Ecco l’annuncio. Le risorse della Fondazione verranno perciò consegnate in tempi brevissimi alle agenzie delle Nazioni Unite e a diverse organizzazioni internazionali che stanno lottando per fermare la diffusione del virus e stroncare l’epidemia nei Paesi focolaio. Serviranno in particolare a finanziare operazioni di emergenza e ad acquistare attrezzature mediche ed equipaggiamenti per la messa in quarantena. Circa 2 milioni di dollari andranno poi ai Centers for Disease Control Prevention negli Usa. «Stiamo lavorando con i nostri partner per identificare il modo più efficace per salvare vite umane e fermare il contagio e la diffusione di questa malattia mortale», spiegano alla Gates Foundation. La Fondazione aveva già donato 5 milioni di dollari all’Oms per contribuire a finanziare le operazioni di emergenza e altri 5 milioni di dollari all’Unicef per acquistare attrezzature in Liberia, Sierra Leone e Guinea. Insomma, in assenza di altro e in presenza di una crisi economica che non consente di dirottare ingenti risorse per sconfiggere Ebola, i denari di Gates sono ben accetti.  Finché c’è Gates c’è speranza.