Berlusconi corteggia Alfano: insieme alle Regionali contro il Pd?

Fare pace con Angelino. Un’idea bislacca ma forse percorribile. Comunque necessaria per rosicchiare terreno alla sinistra e «non consegnare» il nuovo Centrodestra al Pd. È la riflessione che occupa i pensieri di Silvio Berlusconi, tornato sulla scena in queste ore per l’offerta di mediazione con Putin. Il Cavaliere si occuperà delle regionali d’autunno la prossima settimana ma, secondo indiscrezioni giornalistiche, avrebbe già pronta un’offerta per l’ex delfino che sul territorio potrebbe fare la differenza in termini di consensi elettorali. In vista delle elezioni in Calabria ed Emilia (si rinnova anche il Comune di Reggio) l’ex premier ha nominato una commissione “ad hoc” composta da uomini di fiducia (Matteoli, Brunetta, Romani, Verdini, Toti) incaricati di tessere la tela diplomatica con il Nuovo centrodestra che ancora siede al governo con il “nemico” Renzi. Sul piatto della trattativa per convincere l’ex traditore Angelino all’alleanza Berlusconi potrebbe mettere il sostegno alla candidatura di Maurizio Lupi come sindaco di Milano. Se fino a qualche giorno fa il tifo azzurro era tutto per Matteo Salvini, come aspirante primo cittadino all’ombra della Madunina, oggi la scelta potrebbe spostarsi sul ministro delle Infrastrutture, di sicura fede ciellina. Ma la coperta è comunque corta perché così facendo il leader di Forza Italia rischia di perdere l’appoggio della Lega mentre quello di Fratelli d’Italia è ancora tutto da verificare.
In Calabria i motori sono accesi: nella regione dell’ex governatore Scopelliti la candidata azzurra è Wanda Ferro mentre gli uomini di Alfano preferirebbero un uomo o una donna di Cosenza, la pratica come sempre in questi casi è nelle salde mani di Verdini. A ringalluzzire gli animi anche la buona notizia della bocciatura del Tar alla richiesta di slittamento del voto fatta dalla sinistra. «Una doccia fredda per il Pd che, non avendo né un candidato né un programma, ha fatto di tutto per rinviare la data del voto regionale – ha commentato la coordinatrice calabrese di Forza Italia Jole Santelli – La presidente facente funzioni Antonella Stasi non ha fatto altro che rispettare la legge e anzi ha costretto il premier Renzi ad accelerare la data del voto dopo che il governo per settimane ha omesso di rispondere ai quesiti formulati dalla Regione Calabria sulle elezioni. Noi viceversa siamo pronti da tempo e vogliamo riprendere il percorso riformatore indispensabile per il futuro di questa terra». Non si esclude che Forza Italia possa procedere con lo schema del ’94: al Nord alleanze con il Carroccio, al Sud con Alfano. Ma il ’94 è lontano e il partito di Giorgia Meloni non intende restare a guardare che l’ex premier dia le carte. Resta poi il nodo dei nodi: riuscire in poche settimane a seppellire il rancore e le distanze che separano Forza Italia dal Nuovo Centrodestra. Già lo scorso luglio, con una seconda lettera aperta al centrodestra, il Cavaliere aveva teso la mano al ministro dell’Interno e le cose non andarono bene. Il no di Alfano mandò su tutte le furie Silvio. «Noi andiamo avanti lo stesso – disse ai suoi – la strada è quella, con o senza Angelino. Ma come? Io parlo di unità, di valori, di strategia futura con generosità e rispetto e loro rispondono “sì ma se ci date preferenze e soglie di sbarramento basse?”. Ragiona come un piccolo leader di un piccolo partito».