Bari, disabile costretta a prostituirsi e “offerta” ai clienti con un book fotografico

C’erano anche immagini di una 28enne affetta da infermità psichica nel book fotografico pubblicato su siti internet dedicati ad incontri a sfondo sessuale organizzati in una villa a Calendano, periferia di Ruvo di Puglia, nel Barese. La ragazza, italiana della provincia di Bari, è tra le dieci giovani, alcune 19enni romene e una 26enne francese, sfruttate dell’organizzazione criminale che gestiva nel Nord barese un giro di prostituzione sulle provinciali 231 e 86 e nel villino in località Calendano. La 28enne affetta da disturbi della personalità un mese fa era stata arrestata per rapina. Nessuna delle ragazze, hanno accertato le indagini, sarebbe stata costretta con violenza a prostituirsi. I Carabinieri, coordinati dal pm della Procura di Trani Luigi Scimè, hanno eseguito questa mattina cinque misure cautelari (tre in carcere, una ai domiciliari e un obbligo di dimora) emesse dal gip di Trani Francesco Zecchillo, nei confronti di una presunta associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione con l’aggravante di aver commesso il fatto ai danni di persone in stato di infermità e di minorenni di 21 anni. Il giro di prostituzione, a conduzione familiare, era gestito dal 29enne coratino Paolo Castelli, ritenuto il promotore dell’organizzazione, insieme con il fratello Leonardo di 34 anni (entrambi in carcere) e la cognata 26enne L.A., unica incensurata, raggiunta dall’obbligo di dimora. I tre si occupavano, stando alle indagini dei Carabinieri iniziate un anno fa con attività di osservazione e intercettazioni telefoniche, di dare alloggio alle ragazze, accompagnarle sul posto di lavoro e, all’occorrenza, a visite sanitarie. La donna aveva invece il compito di realizzare book fotografici delle ragazze che poi inseriva su siti internet dedicati ad incontri a sfondo sessuale organizzati nel villino di proprietà di un 45enne modugnese, Fabio Nuzzo (ai domiciliari). Ritenuto partecipe dell’associazione anche un 45enne di Terlizzi, Michele Paduanelli, che sarebbe stato il “guardiano dell’immobile e il fiduciario della banda – hanno spiegato gli investigatori – mediando i contatti tra clienti e prostitute”. Altre cinque persone, tra cui un terzo fratello dei Castelli (accusato di gestire anche un altro giro di prostituzione e per questo arrestato ad aprile), sono indagate a piede libero. Dagli accertamenti dei Carabinieri è emerso che il giro di prostituzione coinvolgeva clienti, molti professionisti, anche da fuori Regione, con un tariffario dai 20 ai 40 euro a prestazione.