Bankitalia smonta il decreto Sblocca Italia: inattuato e a forte rischio di corruzione

Il decreto Sblocca Italia, fiore all’occhiello (si fa per dire) del governo Renzi, finisce nel mirino di Bankitalia, che lo considera sostanzialmente inutile, paralizzato dalla mancanza di decreti attuativi, o controproducente sul fronte della corruzione. «In condizione di scarsità di risorse assume particolare rilievo l’efficacia del loro impiego. Servirà un attento monitoraggio dell’emanazione della normativa di rango secondario a cui il provvedimento rinvia l’attuazione di numerose misure: questa fase si è rivelata, anche nel recente passato, uno dei principali punti deboli degli interventi di riforma». Nel corso di un’audizione in Commissione Ambiente della Camera, il governatore Ignazio Visco hafatto notare come il dl Sblocca Italia faccia ricorso, per accelerare la realizzazione di infrastrutture, a “deroghe alla disciplina ordinaria” che possono comportare rischi in termini di costi e tempi di esecuzione delle opere “nonché di vulnerabilità alla corruzione”. Nel decreto, ha sottolineato il vice capo del servizio di struttura economica di Via Nazionale, Fabrizio Balassone, emerge un “cospicuo ricorso a meccanismi derogatori rispetto alla disciplina ordinaria che regola l’affidamento e la realizzazione di opere pubbliche, quali la nomina di commissari straordinari e le procedure speciali per gli interventi di prevenzione del rischio sismico e del dissesto idrogeologico e di messa in sicurezza degli edifici scolastici”. Soprattutto nelle procedure speciali, ha proseguito, “si introduce un sistema di deroghe molto pervasivo al Codice di contratti pubblici sulla base della mera certificazione del requisito della estrema urgenza da parte dell’ente interessato. Tale ricorso a meccanismi derogatori, pur motivato dal condivisibile obiettivo di ridurre i tempi in fase di aggiudicazione, si è già rivelato in passato non sempre pienamente efficace, con ripercussioni negative sui tempi e sui costi nella successiva fase di esecuzione dell’opera e di vulnerabilità ai rischi di corruzione». Per questo, avvisa Bankitalia, “andrà garantita la massima trasparenza”.