Ballarò si affida a Paolo Rossi e dimezza gli ascolti. Bersani sfida il premier nel salotto La7

Seconda puntata del nuovo Ballarò con Massimo Giannini e se ne va un milione di spettatori, lo share scende dall’11,8% al 6,5%. Una brutta gatta da pelare per Raitre. Giovanni Floris invece va meglio rispetto al debutto (l’incremento è lieve ma c’è: dal 3,47% si passa al 4,23% di share). Ad aggiudicarsi i favori del pubblico è comunque la fiction “Un’altra vita” con Vanessa Incontrada (Raiuno). Non resta che interrogarsi sulle cause. E tra queste c’è sicuramente il lungo pistolotto iniziale del conduttore Giannini (copiato dal modello-Santoro) ma soprattutto il ritorno di Paolo Rossi, icona della cultura del piagnisteo ulivista, il quale nei cinque minuti in collegamento dal teatro di Spoleto si dilunga sulla disfatta della sinistra immaginando un colloquio in sogno con Enrico Berlinguer. Intervallo di una tristezza unica, al punto che neanche Matteo Orfini, ospite in studio, spreca un applauso per la performance. La sinistra dedita allo sconfittismo non piace a nessuno: la questione morale, piazza Fontana, i comunisti che sono sopravvissuti, gli operai che resistono… Paolo Rossi sfodera un’impressionante serie di luoghi comuni triti e ritriti. E mentre il comico piange sulle sorti della sinistra in studio da Floris, su La7, Bersani ammonisce il premier Renzi: “Ho sentito che starei lavorando per chissà quale piano: a Renzi dico ‘stai sereno’, ma sul serio…”, dichiara l’ex segretario. E ancora: “Con il mio 25% Renzi sta governando. Non chiedo riconoscenza ma rispetto”, aggiunge. E mette in guardia dall’approvare il Jobs act con i voti di Berlusconi. A Ballarò invece Angelino Alfano vede questa eventualità come una minaccia: “Do per scontato che se c’è la riforma dell’art.18 Forza Italia vota a favore: non è un soccorso ma tornare sui propri passi”. E aggiunge: ”Se vogliono tornare in campo sulla riforma – ha aggiunto – tutti dovremmo dire sì, anche Forza Italia, naturalmente non per bucare il pallone…”. Cioè non per fare un Renzi-bis. Dibattito per gli addetti ai lavori. E il pubblico mette mano al telecomando.