Atreju: oggi lo start con lo zoom sull’Italia corrotta. Nel caffè letterario la storia delle radio di destra

L’attesa è palpabile passeggiando per il villaggio di Atreju 2014 all’Isola Tiberina che ospita la diciassettesima edizione  della festa nazionale della destra giovanile. Sul sito ufficiale scorre il il banner con il countdown, mancano 9 ore e 1 minuto, 9 ore, 8,58: si comincia con la prima Piazza delle idee sul tema dell’Italia corrotta, con la partecipazione di un big come Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità anticorruzione, Michele Santoro, Filippo Facci ed Edmondo Cirielli. Domani sarà la volta del primo caffè letterario della quattro giorni con la presentazione del volume Radio Alternative. La destra che comunicava via etere (edizione Eclettica) di Alessandro Alberti. Con l’autore sarà presente Alessandro Amorese, autore del volume Il Fronte della Gioventù  – una storia a lungo attesa. Sarà l’occasione per immergersi nella storia poco conosciuta della nascita delle cosiddette Radio alternative alla fine degli anni ’70: Alberti, classe’64, al suo battesimo come saggista, riempie un vuoto “pesante” nella narrazione giovanile italiana attraverso la ricostruzione dei tanti (e lungimiranti) esperimenti via etere che rappresentarono un contenitore di energie ed entusiasmo tanto più apprezzabile perché collocato in una stagione drammatica macchiata dal sangue nella quale la tentazione della sopravvivenza poteva rappresentare l’unica prospettiva. Fu il Primo Campo Hobbit di Montesarchio (1977) ad attivare la rete via etere: fece da apripista Radio Alternativa a Roma voluta da Teodoro Buontempo e Radio University a Milano per proseguire con Radio Immagine a Latina e molte altre. Di quella stagione corsara resta oggi una scelta di campo ancora attuale: la volontà di sperimentare nuovi codici e linguaggi, necessaria all’epoca per uscire dall’isolamento e rompere il muro del ghetto. Fu una rivoluzione culturale e antropologica fatta di radio, riviste underground, nuova grafica, fumetti e il proliferare di gruppi musicali. Spunti e sollecitazioni che i nipoti di quella generazione, afflitti invece dalla normalizzazione renziana e dalla crisi della politica, intendono non disperdere e re-inventare senza nostalgismi.

Significativo il tema centrale della festa, “L’Isola che c’è” che dà anche il titolo alla mostra “Trova il tesoro della tua identità”, un «test interattivo» per scoprire tra il serio e il faceto la propria vera identità politica. Agli “irregolari”, invece è dedicata la mostra “Pirati senza tempo” che immortala 20 personaggi storici e immaginari che «hanno sfidato i dogmi del loro tempo per mettersi in viaggio». Tra le tante iniziative spicca la maratona di solidarietà per il rientro in Italia dei marò: quest’anno ad Atreju portatevi pantaloncini e scarpe da ginnastica!, è il tam tam che corre tra i ragazzi arrivati da tutta Italia. L’appuntamento è per sabato 20 settembre con partenza alle 15 da Piazza della Repubblica ed arrivo all’isola Tiberina (l’iscrizione è aperta sul sito www.atreju2014.it). «Ho attraversato acque chete e mari increspati. Incrociato nobili flotte, pescherecci e navi corsare. A volte è mancato il vento. Altre soffiava così forte da strappare le vele e spaventare l’equipaggio – si legge sull’invito che corre sui social firmato la Comunità di Atreju – alcuni sono sbarcati sulla terra ferma irretiti… Altri si sono gettati in mare perdendosi. Anch’io in cuor mio ho temuto, sofferto, tremato ma le mie mani non si sono staccate dal timone, dai remi e dalle cime che trattenevano a forza i pezzi del nostro vascello. Una nave giovane con meno di vent’anni costruita con gli antichi saperi dei Padri. Semplice e Robusta. In grado, con un buon equipaggio, di affrontare qualsiasi oceano e raggiungere la Meta che i nostri cuori pieni di Speranza anelano. Vi aspettiamo nell’Isola che c’è».