Alibaba alla conquista dell’Occidente, con una strategia desunta dalle arti marziali

Il debutto a Wall Street è stato da record per Alibaba, il colosso cinese dell’ecommerce che il 19 settembre scorso si è aggiudicato il titolo di maggiore Ipo della storia, quotato oltre 200 miliardi di dollari e lanciatissimo nella conquista del mercato europeo e statunitense. Alibaba ha ricavi che sono come quelli di Amazon e eBay insieme, una capitalizzazione di mercato superiore a eBay, Twitter e Linkedin insieme, e un potenziale enorme dato il mercato cinese e le prospettive di crescita fuori dai confini nazionali. Dietro Alibaba, fondata nel 1998 da Jack Ma, oggi l’uomo più ricco della Cina, sta tutto l’arrembante capitalismo cinese, capace di far saltare l’attuale equilibrio economico.

La previsione è di Brad Stone di Bloomberg Businessweek (pubblicata su Internazionale a metà settembre): “Con i suoi molteplici mercati, con la varietà dei modelli aziendali e la forte propensione a investire in settori apparentemente scollegati tra loro, Alibaba può essere un’azienda difficile da capire. A differenza di Amazon e e-Bay, che hanno creato un sito e poi hanno aperto filiali regionali in tutto il mondo, Jack Ma e i suoi soci hanno creato molti siti, ognuno tagliato su misura per un certo tipo di transazione, e ognuno con il potenziale di una grande espansione internazionale”. Un esempio? Un’azienda di cosmetici in California può usare Alibaba per ordinare dai grossisti che mettono in vendita sul sito i loro prodotti. Lo scopo? Nel futuro “i consumatori di tutto il mondo potranno comprare dai rivenditori di tutto il mondo”. Quindi un “commercio fluido e in grado di attraversare i confini”. Una strategia difficile da fronteggiare per i giganti dell’ecommerce statunitense che fatturano di più ma trattano un valore complessivo di merci che è un terzo del valore di quelle trattate da Alibaba. Tanto più se, come testimoniano i dipendenti di Jack Ma, nel gruppo vige la mentalità battagliera e identitaria tipica di una confraternita. Una “setta” che ha l’obiettivo di conquistare l’Occidente. E non a caso Jack Ma, appassionato di fantasy e arti marziali, chiede ai suoi collaboratori di scegliersi un nome di battaglia (da stampare persino sul biglietto da visita). Quello di Jack è Feng Qingyang, maestro di Kung Fu.