Al Senato il governo pone la fiducia sulla responsabilità delle toghe. Stavolta non vuole rischiare

Sulla responsabilità civile dei magistrati il governo stavolta non vuole rischiare. Così al Senato, dove la misura è stata presentata come emendamento alla legge di delegazione Ue, l’esecutivo ha posto la questione di fiducia, chiedendo di respingerlo. Ad annunciarlo è stata il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, dopo che la Lega ha ripresentato il testo politicamente pericoloso. L’emendamento alla Camera era passato, mandando sotto il governo. Arrivato a Palazzo Madama, è stato soppresso una decina di giorni fa in commissione Politiche Ue. Il Carroccio, però, oggi ha deciso di ripresentarlo in aula. Come se non bastasse, era stato chiesto anche il voto segreto, che avrebbe reso ancora più rischiosa la votazione. Ne è scaturito un piccolo terremoto: la fiducia posta da Palazzo Chigi, poi la sospensione della seduta, la convocazione della capigruppo e una votazione lampo, dopo una discussione generale ancora più rapida. «Era dal 1986, col governo Fanfani, nella preistoria della prima Repubblica, che non si ricorreva alla fiducia su un singolo emendamento», ha protestato l’autore della proposta, il senatore Stefano Candiani, rivendicando che «abbiamo piegato il governo, facendo emergere le sue incoerenze».