Aggressioni, campi nomadi e occupazioni: la Roma di Marino è un incubo. Ma lui lo sa?

Esasperati, in ogni quartiere di Roma. Avviliti, in qualsiasi zona della Capitale. Violenze e furti, intimidazioni e scippi. Campi nomadi zeppi fino all’inverosimile, senza nessun tipo di controllo, fumi che si alzano la sera per i falò di sostanze tossiche, nessuno che risponde alle proteste dei residenti, alla loro rabbia, ai loro cortei. Invasione massiccia di extracomunitari, case occupate con l’aiuto dei centri sociali, altre violenze, altre intimidazioni, fino all’assalto degli autobus. E se non bastasse, prostituzione tornata prepotentemente per le strade, non solo in periferia ma anche all’Eur, con l’unica folle idea di creare zone del sesso. Un incubo. è la Roma di Ignazio Marino. Che finisce per alimentare la tensione, di mettere l’uno contro l’altro. I fattacci di Corcolle, nella zona est, con l’aggressione dell’autista Atac da parte di 40 immigrati, non sono frutto del caso. E la gente sta esplodendo, beccandosi pure l’accusa di razzismo. «Da quattro giorni – spiega una donna, Francesca – è arrivato un gruppo di immigrati in un centro di accoglienza e da allora abbiamo avuto solo problemi: furti, aggressioni. Le istituzioni intervengano. qui la violenza non la vogliamo, vogliamo solo vivere in pace». «Non ce la facciamo più – le fa eco Maria – non è questione di razzismo, ma non si può più scendere in strada: i marciapiedi sono occupati da gruppi di extracomunitari che bivaccano». E Marco urla: «Mia figlia, da quando ci sono questi qui non la faccio più uscire se non accompagnata».

«La Roma di Marino sta diventando un incubo infernale. Due eventi molto diversi tra loro hanno segnato la vita della città nelle ultime ore: l’aggressione da parte di un gruppo di immigrati ubriachi a una autista dell’Atac a Corcolle e l’abbandono del Teatro dell’Opera da parte del maestro Muti», afferma Maurizio Gasparri. «Due vicende diverse, una relativa al degrado delle periferie e alla mancanza di ordine, l’altra che boccia in termini culturali la Capitale che con grande fatica aveva acquisito la disponibilità di Muti. La Roma di Marino – rileva – perde su tutti i fronti, sia su quello della vivibilità della città, sia su quello della sua crescita culturale. Tutto è in sfacelo. Disordine, caos, commercio messo in ginocchio, sicurezza negata, cultura impoverita. Con Marino siamo arrivati a un’autentica emergenza civile e democratica. Le forze di opposizione devono riprendersi dalla sconfitta riportata al Comune un anno fa ed elaborare un progetto di rinascita per la Capitale. Non si può più andare avanti, ma bisogna attivare tutte le iniziative politiche e democratiche per arrivare al più presto a una svolta».

«Ogni giorno sfogliando i giornali apprendiamo la preoccupante escalation di episodi di violenza che si stanno consumando in particolare nelle periferie della nostra città – sottolinea a sua volta Gianni Alemanno – Gli ultimi due gravi episodi a Corcolle, che hanno visto due autiste dell’Atac vittime del folle attacco di immigrati alle loro vetture, sono il segnale che è giunta l’ora di alzare la guardia e dire basta ad ogni forma di buonismo. La giunta Marino invece di occuparsi, come fosse un’ossessione, di fare stalking agli automobilisti penalizzandoli con ogni tipo di balzello, spieghi ai cittadini perché ha bloccato i tanti progetti avviati negli ultimi anni per offrire, soprattutto nelle linee autobus più disagiate, il supporto di vigilanza agli autisti dell’Atac. Le aggressioni alle due autiste, a cui va tutta la nostra solidarietà, non devono più ripetersi».