Accuse reciproche sulla violazione della tregua in Ucraina dell’est

Ha retto poche ore nell’est ucraino il cessate il fuoco scattato venerdì alle 18 ora locale, come previsto dall’accordo firmato poco prima a Minsk tra Kiev e i
ribelli filorussi nell’Ucraina dell’est. La notte – hanno confermato entrambe le parti – è trascorsa tranquilla nelle principali città delle regioni di Donetsk e Lugansk, compresa Mariupol, la città portuale sul Mare d’Azov che temeva in questi ultimi giorni l’assalto dei miliziani filorussi. Poi però, nel corso della giornata, la situazione è cambiata con accuse reciproche sulla violazione della tregua: dapprima Vladimir Macovich, presidente del Consiglio supremo dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, ha denunciato che venerdì sera alle 21 locali ci sono stati parecchi lanci di razzi alla periferia di Donetsk. Poi il portavoce militare ucraino Andrei Lisenko ha sostenuto che dopo l’entrata in vigore della tregua è stata sparata una decina di colpi contro alcune posizioni dell’esercito governativo. Finora sembrano provocazioni isolate. Intanto però Mosca ha ammonito che reagirà, in caso di nuove sanzioni da parte della Ue legate alla crisi ucraina. «Se la nuova lista di sanzioni della Ue entra in vigore, ci sarà sicuramente una reazione da parte nostra», ha dichiarato il ministero degli Esteri russo, all’indomani della firma dell’accordo per il cessate il fuoco.