30 euro al giorno a chi ospita un immigrato? FdI e Lega sul piede di guerra. E Alfano tace

È stato ribattezzato “welfare più solidale”. Mentre Mare Nostrum affonda nel nulla rivelandosi una soluzione drammatica di fronte all’esodo incessante di immigrati sulle nostre coste e l’Unione Europea continua a scaricare sull’Italia il peso economico dell’operazione (spendiamo 28 milioni di euro al mese per far fronte a un esodo record e salvare vite umane) rivedendo il progetto Frontex per mancanza di pecunia, il Viminale starebbe lavorando a una proposta a dir poco imbarazzante: un bonus di 30 euro al mese per i cittadini italiani che accetteranno di far vivere sotto il proprio tetto un immigrato. L’idea è uscita dal cilindro del sottosegretario all’Interno con delega all’immigrazione, il super renziano Domenico Manzione, che non spiega dove lo Stato attingerà i soldi (che non ci sono per le pensioni, per i disoccupati, per gli esodati) per incentivare le famiglie al grande passo solidale. Nel tentativo di «cercare di evitare gli assembramenti, dato che nei centri di accoglienza non si trovano più posti», si scarica il peso dell’ospitalità (900 euro al mese è il costo del mantenimento di un immigrato) sui cittadini italiani, già vessati da una tassazione record. Neanche a dirlo, il sindaco Ignazio Marino, confermando la sua visione astratta e immaginifica della capitale, è stato il primo ad accogliere con favore la proposta che ha generato la sollevazione delle opposizioni e del popolo della rete. «Trenta euro al giorno sono 900 euro al mese. Il doppio di quanto prenda un pensionato minimo, tre volte quanto spetta a un invalido, e più di quanto guadagni la media dei precari italiani. E aggiungo che lo Stato italiano non ti dà 30 euro al giorno per mantenere tuo figlio se è disoccupato e vive ancora in casa con te» è il commento di Giorgia Meloni, di Fratelli d’Italia-An, che propone di distribuire equamente in tutti i 28 Paesi della Ue i costi dell’accoglienza, «così noi con i soldi che oggi spendiamo per l’accoglienza di centinaia di migliaia di persone straniere aiutiamo le centinaia di migliaia di italiani disperati. O la disperazione merita solidarietà solo se parla un’altra lingua?». Il leghista Giamarco Centinaio parla di «affronto agli italiani. Una vera e propria presa in giro, io adotterei un italiano in difficoltà». Il ministro Angelino Alfano per ora non parla ma l’idea del suo vice deve averlo imbarazzato e, per quanto l’idea sia ancora una chiacchiera, conferma lo zigzagare degli Interni sulla politica dell’immigrazione. Per Andrea Augello, senatore del Nuovo Centrodestra, «è solo una boutade, un’autentica sciocchezza priva di qualsiasi logica. Penso si tratta di un’altra idea bislacca del sindaco Marino che farebbe meglio ad affrontare i problemi seri della città come il dimezzamento dei fondi sanitari per l’assistenza agli immigrati, che nella capitale genera ricadute gravi sotto il profilo sociale, soprattutto nelle periferie». Sui social network impazza la polemica con fiumi di commenti. “Impazziti? 30 euro al giorno se ospiti il figlio di un immigrato e hanno lasciato al verde gente con figli a carico?”, “30 euro al giorno per mantenere un immigrato e gli italiani si suicidano, vergogna allo Stato italiano”, “una donna italiana rinuncia a suo figlio perché non può mantenerlo: ad un immigrato 30 euro al giorno, pagati affitto, vitto, bollette” sono alcuni dei tweet che fotografano lo stato di insofferenza dell’opinione pubblica.