Vanessa e Greta erano partite dalla Lombardia per aiutare il popolo siriano: rapite 72 ore dopo l’arrivo

Sono state rapite da qualche giorno le due cooperanti italiane che si trovavano in Siria da fine luglio per attività di volontariato. Secondo quanto si apprende, si tratta di Vanessa Marzullo di Brembate (Bergamo) e Greta Ramelli di Besozzo (Varese). Entrate nel Paese per portare medicinali per conto dell’associazione Assistenza sanitaria in Siria – Horryaty il 28 luglio, sarebbero stare rapite 72 ore dopo. La Farnesina «conferma la notizia della irreperibilità di due cittadine italiane sulla quale sin da subito stanno lavorando l’Unità di crisi e la nostra intelligence». Il ministero ha attivato «immediatamente tutti i canali informativi e di ricerca per i necessari accertamenti. Le due cittadine si trovavano ad Aleppo per seguire progetti umanitari nel settore sanitario e idrico». «L’Unità di crisi ha già preso contatto con le famiglie che vengono tenute costantemente informate sugli sviluppi del caso». Sulla sua pagina Fb, Vanessa Marzullo ha lasciato come ultimo post, datato 16 luglio, una tragica testimonianza della guera in Siria. «Rosso, rosso come quel lettino, e sul lettino il corpicino martoriato della bambina di Aleppo – scrive su Facebook – le cui gambe sono state polverizzate da un’esplosione. Rosso come le macchie ormai incrostate sulle pareti e il pavimento, nell’angolo della stanza dove vi hanno torturati fino a farvi desiderare la morte, fino a farvi morire in maniera indicibile. Rosso come le braccia di un padre di Douma, un padre che si schiaffeggia il volto e urla chiedendo perché, perchè debba abbracciare il corpo massacrato di suo figlio, era solo davanti casa quando è caduto quel colpo, era vivo questa mattina, come potrà dirlo a suo madre? Rosso come il sangue, rosso come il tappeto sul quale ha camminato il bastardo assassino oggi». L’ultimo post di Greta Ramelli è invece datato 31 luglio. Una foto di macerie e di quel che resta di un palazzo crollato, in secondo piano un ragazzo che le osserva. Senza nessun commento. L’ultimo, firmato da Greta, è postato dall’Italia prima della partenza e recita: «Se si potesse capovolgere questo mondo… anche solo per amore». L’impatto con la realtà siriana è stato drammaticamente diverso.