Vacanze romane? È “mission impossible”: turismo a picco grazie alle stangate di Marino

La città eterna rischia il collasso turistico: a darle il colpo di grazia un’amministrazione comunale e un settore imprenditoriale “capaci” di trasformare un punto di forza in un doloroso tallone d’Achille. Nessun’altra capitale al mondo può vantare un primato del genere, e a ricordarlo in queste ore è l’allarme lanciato in una nota da Federconsumatori e anche da Codacons. 

«Roma è una città bellissima, ma un turista per visitarla deve essere pronto a tutto, in particolare deve poter spendere più che in tutte le altre città d’arte. Dopo gli aumenti del 50% dei parcheggi e l’abolizione inspiegabile e vessatoria delle tariffe giornaliere e mensili, che colpisce i turisti e anche i romani, da lunedì prossimo si raddoppiano le tasse di soggiorno negli alberghi che diventeranno così le più alte d’Italia. Risulteranno fino a 10-15 volte più care rispetto a Londra, Parigi e Berlino». E dello stesso avviso è anche il presidente del Codacons, Carlo Rienzi che denuncia: «Oramai nella capitale aumenta qualsiasi cosa, dai parcheggi ai balzelli vari. Il rincaro della tassa di soggiorno porterà i turisti a rinunciare a viaggi e vacanze nella città eterna, già in generale assai più cara rispetto ad altre mete europee, con inevitabili danni per il settore».

Non solo: per il presidente dell’associazione dei consumatori «con questa decisione, associata agli ultimi aumenti delle tariffe decisi dall’amministrazione comunale e ai prezzi spesso stellari praticati da locali e ristoranti del centro storico, Roma si piazza ai vertici della classifica delle città più costose d’Europa sul fronte del turismo».

Così, non fosse bastata la recessione internazionale, il rischio terrorismo paventato dai responsabili della sicurezza, una stagione metereologica bizzosa che non ha certo incentivato a viaggiare, ci si è messo anche il fardello fiscale, l’ultima cosa che bosognava fare per incentivare i turisti a venire a passare qualche giorno di vacanze romane: l’aumento delle tasse locali. Un odioso balzello che, non bastasse da solo, ha  oltretutto incoraggiato commericanti e operatori del settore in genere a contribuire a spolpare il turista fino in fondo. «Un atteggiamento controproducente, che non farà altro che penalizzare il settore turistico – si legge ancora nella denuncia di Federconsumatori –. Se a questo aggiungiamo gli abusi da parte di alcuni esercenti, che nel centro di Roma fanno pagare cornetto e cappuccino anche dieci euro, se aggiungiamo il problema dei taxi tra i più cari d’Europa e le condizioni del trasporto pubblico sempre più inesistente, si arriva facilmente alla conclusione che i romani e i turisti che vengono a visitare la capitale sono veramente eroici».

Per non parlare poi dello stato di manutenzione dei siti archeologici e delle storiche piazze che questi avventurosi turisti dovrebbero venire a visitare, a porpososito del quale basterebbe citare l’allagamento del Mausoleo d’Augusto di qualche giorno fa, riaperto dopo decine di anni in occasione dei festeggiamenti del bimillenario dell’Imperatore, naufragati letteralmente nell’acqua fuoriscita dalle tubature guaste. O della perdita in Piazza Navona  – nelle stesse ore – quando non era prevista nessuna naumachia celebrativa.

Per chi poi volesse provare l’ebbrezza di raggiungere stazioni ferroviarie o aereoporti con i mezzi pubblici non bastano preghiere votive e fioretti annuali: ad agosto il servizio – se possibile – è ancora più carente del solito e i taxi, quando riesci a trovarne uno – essendo anche le macchine bianche a numero ridotto ad agosto – fanno scontare a caro prezzo il lusso di averle chiamate.

Una missione quotidiana, insomma, quella della sopravvivenza all’interno dei confini di Roma, che diventa impossibile nei mesi estivi e che, non bastassero i suoi abitanti a patirla, ora è più che mai riservata – autolesionisticamente – anche a quei folli volenterosi che vengono appositamente da fuori per affrontarla…