Ucraina, Mosca invierà un altro convoglio di aiuti umanitari. Faccia a faccia Putin-Poroshenko a Minsk?

Il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov ha difeso in una conferenza stampa la decisione di Mosca di inviare il proprio convoglio di aiuti nell’est ucraino, sostenendo che era stato autorizzato dal ministero degli Esteri ucraino il 12 agosto scorso e che il carico conteneva solo generi di natura umanitaria. Lavrov ha annunciato l’intenzione del proprio Paese di inviare nei prossimi giorni un secondo convoglio di aiuti nell’est ucraino, auspicando la collaborazione di tutte le parti, precisando che la Russia ha già informato Kiev e che il convoglio sarà inviato probabilmente questa settimana seguendo «la stessa rotta e gli stessi parametri». La Russia, ha aggiunto, continuerà ad essere coinvolta nella consegna di aiuti umanitari alle popolazioni civili dell’est ucraino. Intanto la distribuzione degli aiuti umanitari russi è cominciata in queste ore a Lugansk, nell’Ucraina dell’est, con la partecipazione di rappresentanti della commissione internazionale della Croce Rossa. Per quanto riguarda le polemiche innescate dall’Ucraina, si apprende che i mezzi militari dei separatisti impegnati in questi giorni in un combattimento vicino a Novoazovsk non sono arrivati dalla Russia come sostengono le autorità di Kiev ma sono stati trasferiti da Telmanovo (a sud di Donetsk). Lo sostiene il primo vice premier dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, Andrei Purghin, citato dalle agenzie russe, precisando che i miliziani «stanno cercando di accerchiare alcuni reparti della Guardia nazionale ucraina nella zona di Novoazovsk». Mosca intanto si dice pronta a qualsiasi formato per risolvere la crisi ucraina, «purché esso non sostituisca la sostanza»: lo ha detto il capo della diplomazia russa. «Fondamentalmente siamo preparati, come ha ripetutamente sottolineato il presidente Vladimir Putin, a qualsiasi formato che produca risultati e lo spostamento dal conflitto militare, dalla guerra civile in Ucraina, al dialogo nazionale», ha spiegato. La Russia, ha aggiunto, è pronta a lavorare in «qualsiasi formato, sia a livello di quartetto della Normandia (Russia, Francia, Germania, Ucraina), sia nel formato di Ginevra (Russia, Ucraina, Usa e Ue)». Addirittura il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha detto di non escludere che martedì a Minsk possa svolgersi un incontro bilaterale tra i presidenti di Russia e Ucraina, Vladimir Putin e Petro Poroshenko. Lo riferiscono le agenzie Ria Novosti e Itar-Tass precisando che secondo Peskov i due avrebbero «molti argomenti di cui discutere: la crisi ucraina, la catastrofe umanitaria a est, la necessità di una tregua. I due potrebbero parlare dei rapporti bilaterali anche alla luce dell’accordo d’associazione tra Kiev e Ue».