Ucraina, è giallo sulla scomparsa di due diplomatici russi: Mosca li ha dichiarati “dispersi”

È giallo sull’arresto di due funzionari dell’ambasciata russa a Kiev. Il terzo segretario Andrei Golovanov e l’addetto diplomatico Mikhail Shorin sarebbero stati arrestati questa settimana nella capitale ucraina nonostante avessero dei passaporti diplomatici, e Mosca li ha dichiarati «dispersi». Mentre tre giorni fa il ministero degli Esteri ucraino ha ammesso l’arresto nei pressi di un bar di due persone in possesso di «bombe a mano» e di documenti «somiglianti» a passaporti diplomatici russi, il ministero dell’Interno ucraino ha negato che Golovanov e Shorin siano stati arrestati. In risposta a queste affermazioni «contraddittorie da parte delle autorità ucraine», l’ambasciata russa in Ucraina ha deciso di «dichiarare ufficialmente la scomparsa» dei due diplomatici. Il ministero degli Esteri di Mosca intanto accusa Kiev di avere arrestato Golovanov e Shorin «con un pretesto completamente falso» e chiede «l’immediato rilascio» dei diplomatici e il rispetto «delle convenzioni internazionali sull’immunità diplomatica». Un giallo che si inserisce nel contesto più complesso e problematico dei rapporti tra Russia e Ucraina. Le tensioni tra i due Paesi sono state al centro della riunione informale dei ministri degli esteri Ue che si è tenuta stamattina a Milano. La Russia deve «porre un freno alle ostilità, porre un freno al passaggio di equipaggiamenti nella zona di conflitto e ritirare le sue forze armate dall’Ucraina – ha detto l’Alto rappresentante per la politica estera Ue Catherine Ashton – Tutti i ministri hanno espresso forte preoccupazione per l’aggressione contro l’Ucraina». E sempre in mattinata faccia a faccia del presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso con il presidente ucraino Petro Poroshenko. «Sentiamo l’Unione Europea – ha detto Poroshenko – molto vicina al nostro popolo: l’Europa ha capito la minaccia globale alla nostra sovranità e chi è il responsabile».