Uccide moglie e due figli, poi si suicida: mistero sul perché

È ancora mistero sul movente della strage in famiglia avvenuta a San Fele (Potenza), dove un carrozziere in pensione, Vito Tronnolone, ha ucciso la moglie e i due figli e poi si è suicidato: gli investigatori, coordinati dal pm di Potenza Annagloria Piccininni, stanno vagliando diverse ipotesi sul triplice omicidio. Sembrano comunque escludere le difficoltà per la presenza in famiglia di un figlio disabile, di 32 anni, mentre hanno confermato la circostanza che Tronnolone venerdì sera si sia recato all’ospedale di Melfi (Potenza) per alcuni controlli. Dopo gli accertamenti effettuati dal Reparto scientifico dei carabinieri nell’abitazione di campagna, in località Difesa, le quattro salme sono state trasportate all’obitorio dell’ospedale di Potenza: nelle prossime ore si conoscerà quando sarà eseguita l’autopsia sulle quattro vittime. Nessuno, tra parenti ed amici della famiglia, aveva notato “segnali” che potessero far intuire l’intenzione di compiere una strage da parte di Vito Tronnolone. All’esterno dell’abitazione di campagna alcuni parenti, disperati per i quattro morti, hanno raccontato però che negli ultimi giorni il capofamiglia «era più ansioso del solito, perché era molto preoccupato per il suo stato di salute». Tra le lacrime una sorella di Maria Stella Puntillo, moglie di Tronnolone, ha ricordato «quel povero innocente di Luca», il figlio disabile: «Per noi era sempre un bambino, non riusciamo a capire che cosa sia successo». «Siamo tutti sconvolti»: con la voce rotta dall’emozione, Donato Sperduto, il sindaco di San Fele (Potenza) ha commentato la tragedia. Sperduto, arrivato all’abitazione della famiglia Tronnolone, si è fermato a parlare con gli investigatori.