Sui due marò il premier indiano ci prende in giro: «Aspettate i tempi della nostra giustizia»

«Aspettare i tempi della giustizia indiana, dopo due anni di detenzione lontani migliaia di chilometri dalle proprie famiglie, con la prospettiva di passarne altrettanti in attesa di un processo che non dovrebbe neanche iniziare? Solo questo il governo è stato in grado di ottenere finora dalla massima autorità governativa di Nuova Delhi?». Lo chiede Sandra Savino dopo che il colloquio telefonico con Renzi del premier indiano Narendra Modi ha rappresentato poco più che un buco nell’acqua: «La giustizia indiana è libera, giusta e indipendente – ha detto Modi nella conversazione avuta lunedì sera con il premier italiano – e «considererà tutti gli aspetti» del caso. Modi ha poi ricordato che la questione relativa all’incidente al largo del Kerala del 15 febbraio 2012 in cui sono morti due pescatori «è sub judice» davanti alla Corte Suprema che esamina ricorsi presentati dai due marò. «Noi siamo convinti – ha concluso – che «essa considerera’ tutti gli aspetti nel giudicare il caso». Un colloquio che in concretp non porta da nessuna parte e che allarma quindi la parlamentare di Forza Italia. «Ricordo – prosegue la Savino in una nota – che siamo un Paese appartenente a due organizzazioni, una politica l’altra militare, ovvero l’Unione europea e la Nato, e quindi non possiamo essere lasciati soli a gestire una controversia internazionale come quella dei marò senza un concreto supporto da parte dei nostri alleati. Non siamo la neutrale e isolata Svizzera, ma l’Italia, che ha fatto sempre la sua parte nelle missioni militari di pace quando è stata chiamata a intervenire. Questo dovrebbe far comprendere bene il premier Matteo Renzi ai nostri partner, in special modo ora che si trova a gestire il semestre di presidenza italiano della Ue e sul quale ricadevano tante aspettative, anche – conclude Savino – per la liberazione dei nostri marò».