Strage di 500 yazidi in Iraq. Il ministro Mogherini: sostegno anche militare al governo curdo. Oggi parte il messo del Vaticano

I raid aerei americani contro lo Stato islamico (Isis) in Iraq che vanno avanti da tre giorni cominciano a dare  qualche risultato: le forze curde dei Peshmerga hanno riconquistato due città in posizione strategica, mentre sono riusciti a fuggire 20.000 degli almeno 40.000 civili della minoranza degli Yazidi intrappolate da giorni sui monti di Sinjar, sotto la minaccia dei jihadisti. Ma in migliaia continuano a rischiare la morte per la fame, la sete e le violenze dei fondamentalisti. Con orrore è stata accolta la notizia, diffusa dall’agenzia ufficiale egiziana Mena, dei 500 Yazidi “giustiziati” nei giorni scorsi dai jihadisti dello Stato Islamico a Sinjar, nel nord dell’Iraq, aggiungendo che molte delle vittime, incluse donne e bimbi, potrebbero essere state sepolte vive.

Gli attacchi degli Usa sono stati compiuti con aerei e droni e hanno distrutto camion e postazioni di mortaio dei jihadisti, un appoggio aereo che ha permesso alle forze curde di riconquistare le due cittadine di Guwair e Makhmur, cadute solo tre giorni fa nelle mani dell’Isis nella sua marcia di avvicinamento alla regione autonoma del Kurdistan. Si tratta di due località strategiche, in particolare Makhmur, una trentina di chilometri a sud-ovest di Erbil, la capitale curda, perché posta sulla strada verso i pozzi petroliferi di Kirkuk. Da parte sua, secondo l’agenzia irachena Nina, l’esercito di Baghdad ha lanciato due controffensive: una a ovest di Baghdad, nella regione di Al Bakri, e l’altra nel distretto di Muqdadiya, a nord-est della capitale.

Papa Francesco è tornato a parlare della tragedia irachena ieri durante  l’Angelus, chiedendo di pregare per le “migliaia di persone, tra cui tanti cristiani, cacciati dalle loro case in maniera brutale” e ricordando “i bambini morti di sete e di fame durante la fuga, le donne sequestrate, persone massacrate, violenze di ogni tipo” e ha poi incontrato il cardinale Fernando Filoni suo inviato personale che oggi è partito per la missione in Iraq, con una somma da impiegare per aiuti urgenti alle persone più colpite. Preghiera e azione caritativa e diplomatica, con tutti i mezzi a disposizione, dunque è la linea che sta seguendo il papa latinoamericano a tre giorni dall’avvio da parte del Pentagono, dei raid, condotti con droni, per fermare il conflitto e favorire un intervento umanitario in favore degli sfollati in fuga dalle loro case.

Il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha confermato che l’Italia sta valutando insieme ai principali partner europei forme più efficaci per fermare lo stato islamico: “non si tratta di un intervento militare ma di un sostegno, anche militare, al governo curdo”. “La necessità immediata – ha proseguito il ministro – è fermare lo stato islamico a protezione dei civili e questo lo si può fare e lo stiamo facendo con gli aiuti dal punto di vista umanitario: l’Italia ha stanziato più di un milione di euro”. Secondo Mogherini però “c’è bisogno di creare dei corridoi umanitari per fare in modo che gli aiuti arrivino, da questo punto di vista stiamo valutando, non soltanto come ministeri degli Esteri, della Difesa e presidenza del Consiglio dei ministri, ma insieme ai principali partner europei, quali siano le forme più efficaci e tecnicamente possibili non di intervento militare ma di sostegno, anche militare, del governo curdo”!.