Sos Ebola: nuovo caso in Canada mentre migliorano le condizioni del medico americano infettato in Nigeria

Cresce l’allarme Ebola. Una persona di ritorno dalla Nigeria con dei sintomi riconducibili al virus è stata posta in quarantena in un ospedale canadese. Un medico dell’ospedale di Brampton, vicino a Toronto, ha spiegato che questa persona aveva la febbre e altri sintomi riconducibili al morbo e che è stato messo in isolamento in considerazione del fatto che era di ritorno dalla Nigeria, Paese che ha confermato l’individuazione di nove casi. Lo Stato africano dove è stato decretato lo stato d’emergenza ha confermato due nuovi casi di contagio, portando a nove il totale, di cui due sono stati mortali. Lo ha dichiarato il ministro della Sanità, Onyebuchi Chukwu. Secondo le ultime stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, in Nigeria si contano invece 13 casi in tutto, compresi i due decessi. Intanto un medico statunitense, colpito dal morbo e trattato con il siero sperimentale ZMapp, «migliora di giorno in giorno» secondo quando scrive lo stesso Kent Brantly in una lettera pubblicata sul sito di Samaritan’s Purse, l’associazione per cui lavora. «Divento più forte ogni giorno – ha detto – e ringrazio Dio per la sua misericordia perché ho combattuto questa terribile malattia. Sono stato testimone dell’orrore». Il medico, che ora è in isolamento nell’ospedale della Emory University di Atlanta, nella lettera ripercorre i giorni passati in Liberia. «Quando la malattia ha iniziato a diffondersi, il mio lavoro quotidiano è diventato curare il numero sempre maggiore di malati di Ebola. Ho tenuto le mani di innumerevoli persone mentre la malattia prendeva le loro vite. Ho visto l’orrore in prima persona, e posso ancora ricordare ogni volto e ogni nome». Proprio il caso del medico ha scatenato una serie di discussioni sull’uso di farmaci sperimentali, ancora non testati sull’uomo, per combattere l’epidemia. Nelle prossime ore la questione sarà affrontata anche da un comitato etico istituito dall’Oms.