Socialdemocratico svedese tuona contro gli ebrei. Poi chiede scusa e si dimette

La tragedia di Gaza esce dai confini e rimbomba – fra polemiche e sparate razziste – fino in Svezia, dove Omar Omeirat, candidato socialdemocratico a Filipstad, nel centro del Paese, si è dovuto dimettere dopo aver aver postato sul web affermazioni shock di tenore antisemita. Secondo il giornale Nwtm, Omeirat – che nei comizi predicava uguaglianza e tolleranza – si è lasciato andare sul suo profilo Facebook a una invocazione-preghiera espressa in questi termini: «L’intero mondo musulmano osserva senza far nulla mentre i nostri fratelli e le nostre sorelle della Palestina vengono colpiti dai maiali ebrei… Possa Dio dar forza a chi difende la Palestina e misericordia ai caduti musulmani. Amen». Immediate le polemiche anche perché nella pagina Facebook del candidato appare la bandiera dell’Isis, il gruppo jihadista che sta seminando il terrore in Iraq e in Siria. Omeirat è stato investito dalle critiche, anche nel suo partito, al quale ha spiegato di essere rimasto traumatizzato dalle immagini dei bombardamenti israeliani che hanno colpito anche i civili della Striscia. Ha comunque chiesto scusa e ha deciso di dimettersi e ritirarsi dalla politica, secondo quanto annunciato dal partito. Nello stesso partito socialdemocratico, d’altronde, il leader nazionale Stefan Lofven nei giorni scorsi aveva al contrario affermato che Israele ha il diritto di difendersi. Non senza suscitare critiche nella base e fra gli eletti. Ma il Medio Oriente, in Svezia, attira anche l’attenzione dei Democratici svedesi (estrema destra) e del loro capo Jimmie Akesson secondo il quale «l’islamismo è né più né meno il nazismo e il comunismo del nostro tempo». Proprio per questo, Akesson ha annunciato di aver chiesto di interrompere ogni aiuto a organizzazioni islamiche anche in considerazione del fatto che molti europei vanno a combattere sotto le bandiere del jihad in Iraq e in Siria. E non ha mancato di cogliere la palla al balzo per usare questo argomento per alimentare la sua propaganda elettorale contro le crescenti ondate migratorie nel Paese: «I nostri ragazzi – ha tuonato al riguardo – stiano qui, gli altri sappiano che questo non è il loro paese…questo è un paese costruito sui principi cristiani».