Si scrive P.a. si legge “provvedimento aberrante”: anche Rubbia nega la fiducia al decreto

Con 160 sì contro 106 no il governo Renzi incassa al Senato la fiducia sul decreto sulla Pubblica amministrazione. Era l’unico modo per far passare il maxi emendamento, ovvero il testo della Camera così come modificato dalla commissione Affari Costituzionali del Senato, con quattro emendamenti presentati dal governo in materia di pensione, tra cui la cancellazione della soluzione per quota 96, i 4mila pensionamenti nella scuola, e l’abolizione dei pensionamenti d’ufficio già a 68 anni, quindi con due anni di anticipo, per professori universitari e primari. Il testo recepisce anche il parere della commissione Bilancio di palazzo Madama, che fa salve le aspettative in corso per i magistrati con incarichi nella Pubblica amministrazione. «Decreto P.a. = Provvedimento aberrante. Disattesi i pensionamenti, il ricambio generazionale e la meritocrazia. Ancora una volta sono state adottate formulette di sola facciata». Nella dichiarazione della senatrice Paola Pelino, vicepresidente del Gruppo di Forza Italia al Senato, è sintetizzata tutta l’indignazione del centrodestra. Ai microfoni di Sky Tg24, anche Elena Centemero di Forza Italia commenta negativamente la fiducia incassata dal governo al Senato sul provvedimento: «Si tratta di un decreto Omnibus presentato all’insegna di un presunto ricambio generazionale che nei fatti, escludendo i magistrati, riguarda solo 600 persone. Di più: il provvedimento presenta anche dei punti di notevole difficoltà, tra cui un turnover fatto attraverso selezioni pubbliche non meglio specificate. Noi siamo per le riforme – aggiunge la Centemero -, ma se le riforme non ci convincono, come quella della Pubblica amministrazione, allora siamo i primi ad esprimere la nostra contrarietà con fermezza. I cittadini vorrebbero una pubblica amministrazione efficiente e agile, ma di valutazione e di riorganizzazione dei servizi in favore del cittadino non c’è alcuna traccia nel decreto Madia». Una contrarietà, convidisa dal senatore a vita Carlo Rubbia. Anche il premio Nobel per la fisica ha infatti detto no alla fiducia posta dal governo al decreto. La bocciatura arriva anche dalla Lega: per Sergio Divina, il decreto «nasce senza garanzie» e «a colpi di forzature e passi indietro. Queste riforme sono lontanissime dall’essere coperte». In particolare il senatore del Carroccio parla di aspettative «disattese» per 4mila «pensionati mancati della scuola», per gli «invalidi permanenti a causa di atti terroristici» e ancora per «i giovani, bloccati dai nuovi baroni voluti dal governo». Insomma, conclude, «Renzi ha tradito tutti». Ora il provvedimento passa alla Camera in una lotta contro il tempo: il decreto dovrà essere convertito in legge entro il 23 agosto.