Shopping dei marchi di prestigio made in Italy: Cavalli fa gola a una banca russa

I marchi italiani continuano a far gola e lo shopping delle aziende di prestigio del Made in Italy prosegue con ritmo incalzante. Il quadro aggiornato delle operazioni condotte dagli investitori stranieri sui nostri prodotti di qualità emerge da una analisi di PwC e Mergermarket. Nel mirino, nell’ultimo semestre, sono entrate soprattutto le aziende di moda. La notizia più recente riguarda Roberto Cavalli. L’azienda di moda fiorentina è al centro delle attenzioni da parte, questa volta, della banca di investimenti russa Vtb Capital. Secondo alcune indiscrezioni, dal fronte russo sarebbe arrivata una offerta  superiore di 50 milioni rispetto a quella fatta da Permira nei mesi scorsi. Secondo l’agenzia Bloomberg, il gruppo russo starebbe trattando per conto di un cliente e non avrebbe l’intenzione di conservare la quota che eventualmente dovesse rilevare. La proposta dei russi , stando sempre ad alcune voci, appare allettante perché , a differenza di Permira (la società in passato aveva acquisito Valentino ed ora controlla Hugo Boss) non mira all’intero portafoglio dello stilista fiorentino, ma lascerebbe a quest’ultimo una quota di minoranza. Vedremo come andrà a finire. A parte Cavalli, i dati forniti da Mergermaket ci dicono che nel periodo 2011-2013 in Italia si sono effettuate circa 50 operazioni , sia investimenti di private equity sia acquisizioni corporate. La novità degli ultimi anni riguarda soprattutto il dinamismo con il quale si stanno muovendo gli investitori del Middle e Far East. Valentino oggi è nelle mani di Mayhoola del Qatar, Mandarina Duck in quelle dei coreani di E-Land. In una dichiarazione rilasciata al Sole 24Ore Francesco Giordano, partner di PwC, ha spiegato come nel settore moda , dopo l’interesse verso il segmento femminile, l’attenzione degli investitori orientali si vada concentrando su quello maschile. Tra i potenziali target ci sono Kiton, Marinella, Tombolini, Jacob Cohen e molti altri marchi sartorali. Peraltro non sempre si tratta di acquisizioni di quote di maggioranza. Ultimamente stanno prevalendo operazioni di minoranza, come nel caso di Blackstone in Versace e Triatlantic in Betty Blue. Insomma, le presenze orientali nella giostra dei marchi di eccellenza del nostro Paese è sempre più influente. Decisiva. E questo la dice lunga su come stia cambiando la nostra struttura produttiva e la nostra immagine nel mondo.