Riforme, al Senato seduta no stop fino al voto finale. Approvata la doppia soglia per i referendum

Nell’Aula del Senato è seduta non stop sul ddl riforme fino al voto finale previsto per venerdì 9 agosto. L’annuncio dei tempi stretti per l’approvazione del disegno di legge ha provocato l’ennesima polemica tra il presidente Grasso e il M5S. I parlamentari pentastellati hanno lamentato di non riuscire più a prendere parola in Aula ed hanno ironizzato aspramente sulle richieste di contenere i tempi da parte di Grasso, al quale hanno risposto con un «obbedisco» o «decida lei». Il presidente ha replicato ricordando ai senatori di M5S che il tempo concesso loro dal regolamento era terminato. La querelle s’è fatta più dura quando il presidente dei senatori cinquestelle Vito Petrocelli ha chiesto di annullare alcune votazioni «per l’azione di alcuni pianisti in Aula» che «hanno inserito delle palline» sul bottone del voto in modo da votare anche in loro assenza. Grasso ha detto di aver preso nota dell’accaduto e che, in ogni caso, «ai fini del voto è stato ininfluente».

Sul piano dei contenuti, c’è da segnalere l’approvazione di emendamenti importanti, come quello relativo alla doppia soglia per firme e quorum per i referendum abrogativi. Il Senato ha dato l’ok, con 215 sì, 11 no e 13: l’emedamento stabilisce che, se le firme sono 500 mila, il quorum è 50% più uno degli aventi diritto. Se sono 800 mila, il quorum è la maggioranza dei votanti. Prevista anche la possibilità di indire un referendum proposito e di indirizzo.