Renzi, nuova ondata di promesse di fine estate: «Riforma della scuola e 80 euro a più persone»

I fuochi d’artificio non sono finiti, il premier ha nuove micce da far esplodere per festeggiare il rientro dalle ferie degli italiani. Come ad esempio una bella riforma più o meno virtuale. «Il 29 agosto, per il prossimo Cdm, vi stupirò: presenteremo una riforma complessiva che, a differenza di altre occasioni, intende andare in direzione dei ragazzi, delle famiglie e del personale docente che è la negletta spina dorsale del nostro sistema educativo», annuncia Matteo Renzi in una intervista al settimanale Tempi, all’indomani della discutibile esibizione tv con il secchio di acqua gelata, in favore della ricerca sulla Sla. Una lunga chiacchierata in cui il premier descrive il Paese, e il suo governo, come se si procedesse a vele spiegate e non su una sorta di Titanic alle prese con la tempesta della recessione. «Vedo che ancora c’è chi ritiene che gli 80 euro mensili e per sempre a 11 milioni di persone non siano utili. Così come chi dice che tagliare l’Irap del 10 per cento alle imprese è troppo poco. Il solito vizio italiano. Certo, si può sempre fare di più, ma noi siamo i primi ad aver fatto il più imponente taglio strutturale delle tasse e la più grande operazione di redistribuzione della ricchezza e che sarà confermata anche nei prossimi anni. E spero allargata», promette ancora Renzi. E sui vincoli europei, garantisce che “noi manteniamo l’obiettivo del 3 per cento”. «E ciò accadrà anche se altri fossero costretti ad allontanarvisi. Tutto il resto mi pare forzato e prematuro. Quando poi sento parlare di aiuto esterno mi scappa da ridere. L’Italia – aggiunge – dà all’Europa più soldi di quelli che l’Europa dà all’Italia». Infine, l’accenno alla sua presunta rivoluzione: «Togliere il paese dalle mani dei soliti noti, quelli che vanno in tutti i salotti buoni a concludere gli affari di un capitalismo di relazione ormai trito e ritrito. Questa è la rivoluzione culturale che serve all’Italia: spalancare le finestre e fare entrare aria nuova», dice il presidente. Che a chiacchiere, ma solo a chiacchiere,  ha già vinto la sfida con i media.