Record di lanci di Hamas contro Israele, popolazione in fuga. Raid di Tel Aviv uccide due terroristi

Quella di lunedì è stata una delle giornate di più intensi bombardamenti su Israele da parte di Hamas. Dall’ inizio della mattinata, riferiscono i mass media locali, sono stati sparati da Gaza oltre 120 fra razzi e colpi di mortaio, in prevalenza verso i kibbutz e gli altri villaggi israeliani vicini alla linea di demarcazione con Gaza. Non si ha notizia di vittime anche perché nel frattempo queste località si sono svuotate di gran parte della loro popolazione. Il responsabile di Hamas in seno alla delegazione palestinese incaricata dei colloqui indiretti con Israele, Mussa Abu Marzouk, nega che vi siano progressi in corso e che una tregua a Gaza sia imminente come affermato da alcuni media internazionali: «Non c’è nessuna iniziativa per un cessate il fuoco», ha detto ad al Jazeera. Altre fonti palestinesi sottolineano di attendere ancora la risposta di Israele al piano mediato dall’Egitto. Quello che è certo è che l’offensiva di Hamas contro i villaggi israeliani vicini alla Striscia di Gaza – mediante il lancio continuo, da giorni, di razzi e colpi di mortaio – sta costringendo la popolazione locale alla fuga. Il sito di Haaretz riferisce che 300 famiglie hanno chiesto al ministero della Difesa di aiutarle a trasferirsi altrove. Esse seguono altre 400 famiglie che hanno sgomberato dopo l’uccisione di un bambino di quasi cinque anni, raggiunto da un colpo di mortaio. Israele ovviamente replica con raid aerei. Poche ore fa Israele ha confermato di aver condotto una esecuzione mirata quando un razzo ha centrato un’automobile in transito a Gaza City. All’interno, secondo la radio militare, viaggiavano due miliziani di un gruppo locale noto come Esercito dell’Islam. Erano impegnati nell’organizzazione di un attentato, ha affermato l’emittente.