Putin reagisce agli Usa e all’Europa: per un anno non importiamo più i vostri prodotti alimentari

Stop o limitazioni per un anno all’importazione di prodotti agricoli e alimentari dai Paesi che hanno sanzionato la Russia. È la risposta di Mosca alle misure adottate dalla comunità internazionale per esercitare pressioni nell’ambito del conflitto con l’Ucraina. Il decreto, immediatamente operativo, è stato firmato da Vladimir Putin, «allo scopo di difendere gli interessi nazionali della Russia». Nel documento si legge che «per un anno dal giorno dell’entrata in vigore del presente decreto si vieta o si limita l’esercizio delle operazioni economico-commerciali con l’estero che prevedono l’importazione di singoli tipi di prodotti agricoli, materie prime e alimenti, il cui Paese di provenienza è uno Stato che abbia deciso di applicare sanzioni economiche nei riguardi di persone giuridiche e/o fisiche russe o che abbia aderito a tale decisione». Sebbene abbia fissato la durata del divieto in un anno, Mosca si riserva di ridurne o allungarne la durata. L’altro giorno Putin aveva ordinato al governo «una risposta attenta» alle sanzioni occidentali, per fare in modo di non danneggiare – era stato riferito dall’agenzia russa ufficiale Itar-Tass – né i produttori né i consumatori russi. Ora il governo russo dovrà stilare una lista con i prodotti oggetto delle sanzioni e definire un elenco di atti con l’obiettivo di evitare sia un aumento eccessivo dei prezzi di alcuni beni sia che alcuni prodotti scarseggino, e a questo fine sarà aumentata la produzione interna di alcuni beni. Un’operazione in cui l’esecutivo è già impegnato, ha fatto sapere la portavoce del premier Dmitri Medvedev, Natalia Timakova, citata dalle agenzie Interfax e Itar-Tass. Oltre a Ue e Usa, hanno adottato sanzioni contro la Russia anche Canada, Australia, Giappone, Svizzera e Corea del Sud.