Pil a picco, è recessione. Squinzi: «Non credo più ai miracoli. E non prendiamo la Germania come scusa…»

Siamo in recessione, stavolta il dato è ufficiale. L’economia italiana nel secondo trimestre del 2014 si è contratta dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Lo conferma l’Istat che, per effetti di arrotondamento, ha invece rivisto la stima sul Pil tendenziale del 6 agosto da -0,3% a -0,2%. Con il primo trimestre chiuso a -0,1%, l’Italia è dunque in recessione, ma il dato arriva solo a conferma di ipotesi già drammaticamente formulate nei mesi scorsi.  A questo punto anche gli industriali sembrano aver aperto gli occhi: «Mi auguro che accada qualche miracolo nell’ultimo trimestre, ma sul fronte del Pil anche nel 2014 stiamo andando oramai verso un dato negativo dello 0,2 o 0,3», dice il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. Il nostro, avverte dal Meeting di Rimini, “è un Paese che ha bisogno di una scossa”.  «Non prendiamo come scusa l’evoluzione del Pil negativa anche in Germania, non è una buona scusa», avverte il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, dal Meeting di Rimini. «L’idea che anche loro stanno soffrendo non è una buna scusa, dobbiamo guardare al nostro interno». Poi il presidente degli industriali formula un auspicio: «Dobbiamo avere una visione, un progetto in questo Paese: una volta per tutte dobbiamo pensare chi vogliamo essere, come vogliamo essere, il nostro Paese deve cominciare a pensare alle prossime generazioni».