Parte l’offensiva spiagge aperte: prorogare le licenze di 30 o 60 giorni potrebbe “salvare” molte imprese

Trenta o magari sessanta giorni in più possono fare la differenza tra la sopravvivenza e il fallimento per chi opera nel turismo, sul quale quest’estate “ha piovuto sul bagnato”, è il caso di dire. Parte da questo assunto l’iniziativa di Maurizio Gasparri: «Ho chiesto formalmente al presidente del Consiglio di adottare dei provvedimenti urgenti per aiutare le imprese che operano nel settore turistico e balneare in particolare. Prorogare le licenze di 30 e magari di 60 giorni può essere uno strumento per consentire alle imprese di recuperare le gravi perdite subite anche a causa delle avverse condizioni meteo. È un provvedimento che andrebbe adottato con urgenza a livello nazionale», afferma il senatore di Forza Italia mettendo sotto i riflettori la situazione delle imprese turistiche, settore che potrebbe dare molto di più, se fosse facilitato e non ostacolato. «Chi opera nel settore balneare già è sottoposto a una serie di stringenti vincoli europei che andrebbe supportato con iniziative specifiche. Ho chiesto a Renzi – spiega- anche di ripensare ai parametri degli studi di settore e soprattutto di valutare di far pagare la tassa sui rifiuti per gli effettivi giorni di lavoro. Insomma, va portata all’attenzione del Consiglio dei ministri la grave situazione delle imprese turistiche e di tutto il loro indotto. Non c’e’ tempo da perdere e individuare strumenti normativi urgenti è possibile».

Terminato il Ferragosto e dunque il pieno di una stagione estiva caratterizzata dalle nuvole, gli imprenditori balneari continuano infatti a invocare soluzioni per attenuare i danni del maltempo che ha determinato un calo di presenze del 45% tra giugno, luglio e agosto, per un mancato incasso di 500 milioni di euro. Alcuni appelli hanno ottenuto l’effetto sperato: la scorsa settimana, il presidente di Assobalneari-Confindustria Fabrizio Licordari ha inviato una lettera al senatore Gasparri per fargli presente il problema. Il senatore di FI ha ora girato l’appello al premier e vedremo cosa accadrà. La battaglie per richiedere la proroga delle licenze balneari  e sperare in un settembre roseo è comune agli operatori di molte località, da Pesaro, a Forte dei Marmi, alle coste liguri, dalla Romagna alla costa laziale, dalla Sicilia al Veneto. Ora, tutti concordano, il tempo stringe ed è il momento di agire.