Non solo economia. Toti spiega: «Anche sulla politica estera Forza Italia è pronta a dare una mano a Renzi»

Disponibili al dialogo «come abbiamo sempre fatto da opposizione responsabile», ma a patto che il governo apra «alle nostre proposte». Giovanni Toti ribadisce la possibilità che Forza Italia collabori con Matteo Renzi, in vista di un autunno che si prospetta «complicatissimo». Dopo che nei giorni scorsi la questione è stata affrontata dal capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, Toti lo ripete: i temi economici restano al primo punto dell’agenda e del confronto. E in un’intervista al Corriere della Sera elenca i provvedimenti più importanti per gli azzurri: pagamento della pubblica amministrazione alle imprese, spending review e riforma dell’articolo 18, del sistema degli ammortizzatori sociali e, più in generale, del mercato del lavoro. Soprattutto, riduzione della pressione fiscale per famiglie e imprese. «Se Renzi aprisse alle nostre proposte sull’economia noi saremmo pronti a discuterne anche subito», aggiunge Toti, sottolineando però che «le ricette che noi proponiamo, che sono le uniche che potrebbero essere attuate per dare all’economia lo choc di cui ha bisogno, non vengono neanche prese in considerazione dal premier. Anzi, mi sembra che si proceda nella direzione opposta». Nonostante questo il consigliere politico di Silvio Berlusconi offre un campo in più sul quale potrebbe arrivare una “mano tesa”: «La politica estera». Toti parla dell’«evolversi della situazione in Libia», del «peggioramento dello scenario in Medio Oriente», della «situazione nel Maghreb, da dove arrivano immigrati tutti i giorni e che per l’Italia rischia di diventare insostenibile». «Non sarebbe la prima volta che il centrodestra è disponibile a dare una mano al centrosinistra per evitare figuracce», spiega, ricordando il 2006 e il 2008, «quando furono i nostri voti a consentire l’impegno internazionale dell’Italia in Iraq e Afghanistan». Infine, un passaggio sulle questioni interne al partito e al centrodestra. Si tratta di un altro tema che in autunno dovrebbe far parte dell’agenda, visto che già ora «Silvio Berlusconi è al lavoro per ripensare il partito e pianificare la coalizione. Anche perché – chiarisce l’esponente azzurro – abbiamo davanti delle scadenze importanti, tipo il voto in dieci regioni». Forza Italia, precisa Toti, ha una leadership solida e quindi non ha bisogno di primarie, ma gli azzurri sono «disponibili a discutere delle primarie di coalizione, che serviranno a stabilire di volta in volta chi sarà candidato a che cosa».