Marianna sbaglia i conti (pubblici): bloccati 4mila pensionamenti nella Scuola e nella Sanità

«Ennesimo flop del governo Renzi, costretto a modificare in fretta e furia il decreto sulla Pubblica amministrazione a firma del ministro Marianna Madia. Mancano le coperture e da Palazzo Chigi e a Palazzo Vidoni se ne accorgono solo adesso». La ricostruzione di Rocco Palese, deputato di Forza Italia e capogruppo in commissione Bilancio, riassume in pochi punti la figuraccia del governo. «Nel percorso parlamentare del provvedimento l’esecutivo, nonostante i ripetuti appunti di Forza Italia in commissione e in aula, era andato avanti come un treno, non sentendo ragioni e mettendo i propri sbagliati convincimenti davanti a tutto. Adesso arriva la marcia indietro sui 4 mila pensionamenti nella scuola, sui i benefici previsti per le vittime di terrorismo, sul tetto dei 68 anni per il pensionamento d’ufficio per professori universitari e medici. Il governo è in stato confusionale e la sua retromarcia è un’ulteriore prova di quello che Forza Italia dice da tempo sullo stato comatoso dei conti pubblici». Una figuraccia, che il relatore al decreto legge, Giorgio Pagliari (Pd) giustifica prendendosela con la Ragioneria dello Stato. Lo stralcio dell’articolo su quota 96, lo sblocco dei pensionamenti nella scuola? «È stata una decisione soffertissima, ma ciò che mi risulta inaccettabile – ribadisce Pagliari – è che la mancata copertura sia stata rilevata dalla Ragioneria dopo l’approvazione della Camera dei Deputati o che comunque la stessa diventi insormontabile oggi, con il Senato chiamato ad approvare la soppressione di emendamenti molto importanti che, non essendo la copertura un’opinione, avrebbero dovuto non essere sottoposti al voto nell’aula di Montecitorio». Un rimpallo di responsabilità che non convince neanche gli alleati di governo, come gli eletti in Scelta civica. «Il grave e imbarazzante incidente di percorso circa le mancate coperture di alcune norme del decreto Pubblica amministrazione deve spingere a ripristinare un metodo di coordinamento tra Governo e Gruppi parlamentari della maggioranza», avverte in una nota il presidente del gruppo parlamentare Per l’Italia alla Camera, Lorenzo Dellai. Le conseguenze? In una nota Renata Polverini lancia l’allarme:  «Con la soppressione dell’articolo che sbloccava 4 mila pensionamenti nella scuola, i cosiddetti Quota96, ancora una volta la burocrazia vince sul buonsenso ed i sacrifici maggiori saranno nuovamente sulle spalle dai lavoratori . Dopo tante battaglie in Commissione Lavoro e in Aula – denuncia l’esponente di Forza Italia – una delle emergenze più gravi insieme a quella degli esodati che il Governo Renzi aveva il dovere di risolvere è stata cancellata. È una vergogna e un’ingiustizia». Un allarme condiviso da Giorgia Meloni.  «È una scelta profondamente sbagliata – denuncia la leader di FdI – che conferma l’incapacità di questo esecutivo di risolvere i problemi concreti degli italiani. Fratelli d’Italia-An rivolge un appello alle forze politiche di maggioranza per chiedere il ripristino di questa norma e correggere così una delle più vistose storture e ingiustizie prodotte dalla riforma Fornero».