L’intesa cordiale con Renzi: Silvio si ferma all’Italicum, poi vedrà le carte del governo sulla giustizia

Non è importante la data o l’ora dell’incontro tra Renzi e Berlusconi, semmai è rilevante prendere atto di ciò che esso significa. E’ evidente che il patto sulle riforme sta riabilitando in pieno Silvio Berlusconi e in qualche modo gli consente di confidare in un prossimo ritorno in pista. Su questo Matteo Renzi, nell’intervista a Repubblica, ha fornito assicurazioni confermando che il dialogo con l’ex Cavaliere è questione di metodo imprescindibile e dalla quale non intende discostarsi. Il leader di Forza Italia è dunque più rilassato e fiducioso (e può dedicarsi con Francesca Pascale alla ricerca di una nuova casa, pare ubicata nello storico rione Monti) e guarda con distacco anche alle beghe interne al suo partito tra favorevoli e contrari a un eventuale appoggio al governo Renzi. Del tema si riparlerà in autunno, mentre in queste ore circola l’ipotesi di un eventuale appoggio esterno ma i dettagli di questa intesa cordiale non saranno definiti nel faccia a faccia con il premier.  In quella sede si dovrà trovare l’accordo per la nuova versione dell’Italicum la cui fisionomia appare ora più limpida: premio di maggioranza solo se si supera la soglia del 40%, sì alle preferenze ma con i capolista bloccati, sbarramento del 4% per i partiti coalizzati da innalzare al 5% per quelli che si presentano fuori da una coalizione. Per ora il patto ha questi confini, poi si vedrà. Ma, come ribadisce Giovanni Toti, “noi non abbiamo alcun bisogno di leggi ad personam, perché i fatti stanno rendendo giustizia al presidente Berlusconi”. Dopo l’assoluzione sul caso Ruby ora Forza Italia aspetta la sentenza della Corte di Strasburgo sul caso Mediaset. Ma c’è anche un altro particolare da valutare: la riforma della giustizia e l’atteggiamento del governo Renzi nei confronti dei magistrati.