L’India ci vuole dare lezioni di diritto. Ma lì, nelle case, non hanno neppure i bagni…

L’India sarà pure una potenza economica emergente ma a questa accelerazione non si accompagnano progressi e sviluppi sociali. Intere zone sono nella più titale arretratezza, le recenti notizie sugli stupri ne fanno uno dei Paesi più insicuri del mondo, la guerriglia destabilizza intere regioni, e la guerra di frontiera col Pakistan ne mina la credibilità internazionale. Insieme a tutto questo, una burocrazia elefantiaca, una giustizia con tempi abnormi, l’ineguaglianza sociale diffusa la mettono alla con l’immagine che l’Occidente ha del Terzo Mondo. L’ultima notizia proveniente dal gigante asiatico ha dello strabiliante: sei giovani spose indiane hanno deciso di abbandonare i loro mariti negli ultimi due mesi nello Stato di Uttar Pradesh (nel nord del Paese) perché le case dove dovevano vivere erano prive di gabinetti. Lo ha rivelato la ong Sulabh International. L’assenza di servizi igenici in moltissime case, soprattutto delle zone rurali, è uno dei problemi più gravi della società indiana ed è stato denunciato di recente dallo stesso premier Narendra Modi (conservatore nazionalista) durante il suo discorso nel Forte Rosso di Nuova Delhi in occasione del 68° anniversario dell’indipendenza nazionale. L’inedita protesta collettiva delle sei spose – Neelam, Kalawati, Shakina, Niranjan, Gudiya and Sita – sarebbe avvenuta nelle scorse settimane nel villaggio di Khesiya del distretto di Kushinagar, quando una dopo l’altra hanno comunicato la decisione ai rispettivi mariti di voler tornare dai loro genitori fino a quando la casa che le deve ospitare non disporrà di appropriati servizi igienici. Dopo aver elogiato il gesto delle giovani, i responsabili di Sulabh International hanno annunciato che costruiranno gratuitamente i gabinetti nelle case delle sei ragazze, «per permettere di coronare degnamente il loro sogno d’amore». Due anni fa un caso simile, di cui fu protagonista Priyanka Bharti, abitante nel distretto di Maharajganj, sempre nell’Uttar Pradesh, fece scalpore. Ora Priyanka, oltre ad aver ottenuto la costruzione di un gabinetto nella sua casa, è stata accolta dalla ong per svolgere una attività di animatrice. Insieme a questa notizia “leggere”, le cronache registrano gli ennesimi casi di violenza sulle donne, e questi sono solo quelli che vengono alla luce: un’infermiera in servizio quotidiano di assistenza alla moglie ottantenne malata del proprietario dell’hotel Oberoi di Nuova Delhi, uno dei più prestigiosi della città, è stata stuprata da due inservienti nella suite stessa dove la donna risiede da quattro anni in difficili condizioni di salute. Lo riferisce tutta la stampa indiana. L’infermiera, una tibetana di 28 anni, assisteva da due mesi l’anziana signora per conto di un famoso ospedale privato indiano. Ma venerdì, al termine del suo turno, è stata bloccata e portata a forza da due giovani nella stanza di servizio della suite, dove è stata stuprata. La ragazza ha mantenuto segreto in un primo momento l’incidente perché gli aggressori l’hanno minacciata di morte, ma domenica, quando vi è stato un secondo tentativo di violenza, ha confessato l’accaduto al marito che ha subito avvertito la polizia. Dopo aver registrato la denuncia gli agenti hanno arrestato i due, di nome Neeraj (25 anni), di professione cuoco, e Rajan (20 anni).