L’AlexanderPlatz è salvo. Rubei: «Una risposta massiccia ai nostri appelli, ora andiamo avanti»

Gli appelli, le sollecitazioni, le richieste di intervento alla fine sono serviti: l’AlexanderPlatz, lo storico locale del jazz romano, è salvo. In molti, tra amanti del genere, musicisti e cittadini, hanno risposto alla chiamata per trovare i 20mila euro che servivano a evitare lo sfratto esecutivo programmato per fine luglio. «L’adesione è stata massiccia, quasi imbarazzante e ci ha permesso di saldare la maggior parte dei debiti e di rinnovare il contratto d’affitto per 15 anni», ha spiegato al Corriere della Sera, Eugenio Rubei, direttore artistico del jazz club e figlio del patron Gianpiero, che per primo portò quel genere musicale nella Capitale e che è stato, tra l’altro, direttore artistico della Casa del jazz. Proprio nella villa dell’ex cassiere della Banda della Magliana Enrico Nicoletti, sequestrata e diventata luogo comunale di cultura, a ferragosto si terrà un concerto per l’AlexanderPlatz su iniziativa del nuovo assessore alla Cultura, Giovanna Marinelli, che infine ha raccolto la richiesta di aiuto rivolta anche al Campidoglio. L’evento, d’altra parte, servirà anche alla stessa Casa, che pure non vive uno dei suoi momenti migliori e che, per esempio, a luglio è stata utilizzata come location per una manifestazione che non ha nulla a che vedere con la sua vocazione musicale: la Festa dell’Unità. «È un modo per dare forza e spazio alla Casa del Jazz, per rivendicare la centralità di questa istituzione e fare in modo che non si perda nel nulla», spiega ancora Eugenio Rubei, anticipando la volontà di ridare vita a un altro luogo ormai tradizionale del jazz romano: Villa Celimontana. Per diciannove anni ha ospitato una raffinata rassegna musicale, promossa sempre dalla famiglia Rubei. Il festival era di uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’Estate romana, ma quest’anno è finito fuori dal cartellone, cancellato insieme ad altri eventi di primo piano per via dei discutibili criteri di selezione del bando 2014, firmato dalla giunta Marino. «Riproveremo a entrarci», chiarisce Rubei.