La Sicilia di Crocetta sempre peggio: finisce in Procura il flop del “Piano giovani”

Per il governo siciliano guidato da Rosario Crocetta, l’ultima settimana di agosto si preannuncia rovente. Tutto comincia lo scorso 5 agosto, giorno del cosiddetto click day del Piano giovani, una misura finanziata dall’Ue per promuovere tirocini in azienda per disoccupati under 35. Quel giorno, però, il sistema informatico andò in tilt e il 56% dei partecipanti non riuscì a connettersi. Da qui la decisione di annullare la selezione e la revoca degli affidamenti alle società Ett e Italia Lavoro-Sicilia che, dietro affidamento diretto da parte della Regione, avevano gestito l’operazione. Alle polemiche scatenate dal flop, è seguita l’apertura di due inchieste: una della Corte dei conti, per eventuale danno erariale, l’altra della Procura di Palermo. Martedì all’Assemblea siciliana i due assessori alla Formazione e al Lavoro e la dirigente degli stessi dipartimenti saranno sentiti in Commissione per chiarire quanto accaduto e cercare di rispondere anche ai 1.600 giovani che si erano aggiudicati i tirocini pagati 500 euro al mese per mezzo anno. Non si sa ancora come procedere per la nuova selezione: la dirigente generale, nei giorni scorsi aveva messo su un nuovo bando (70 milioni di euro per 20mila tirocini) senza però avvertire gli assessori al ramo, che non l’hanno presa bene. Per oltre due ore il procuratore aggiunto Dino Petralia ha ascoltato, come persona informata sui fatti, l’assessore alla Formazione Nelli Scilabra (giovane studentessa di Giurisprudenza, sulla quale pesa l’ira dell’opposizione che annuncia mozioni di sfiducia nei suoi confronti), la quale, dopo aver parlato coi magistrati, si è detta sollevata «per la tempestività dell’intervento» e ha assicurato «piena collaborazione per chiarire i tratti di una vicenda piuttosto torbida». Intanto, il governatore Crocetta difende Scilabra: «Non è lei la responsabile dei servizi informatici né c’entra nulla con le società che hanno gestito il click day. E spiega che «chi dovesse avere responsabilità è giusto che paghi». Ma Scilabra è nel mirino di Sel (che annuncia una campagna per chiedere le dimissioni dell’assessore), Cinquestelle, Ncd e Forza Italia. Il capogruppo all’Ars degli azzurri, Marco Falcone, ritiene che la difesa di Crocetta del proprio assessore «sia fatta più per dovere che per convinzione».